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Casalmaggiore, Cremona. Il 23 di aprile era il giorno del suo 64 compleanno, zaino i spalla con poche essenziali cose Gianpaolo Fattori è partito a piedi da Casalmaggiore alla volta di Santiago di Compostela. Un passo dopo l’altro per coprire “circa” 3.000 chilometri da sgranarsi in 109 tappe, seguendo una sottile linea gialla che zizzagando attraversava mezza Europa, con 17 tappe in Italia,  46 in Francia e 32 in Spagna lo porterà verso Finisterre, “la fine del mondo”.

Un elogio alla lentezza, in una estensione del tempo infinita, in una dimensione dove la vita è scandita dai ritmi della natura, dalla fatica, dal fascino dei luoghi e dei paesaggi, dalle albe e dai tramonti che si materializzano lentamente e prendono forma piano piano. Non è uno “stravagante regalo” di compleanno, una follia e nemmeno una fatica sprecata, Gianpaolo in questo viaggio camminerà con Emergency, ogni passo sarà dedicato al “diritto di essere curati, senza discriminazioni”, e Gianpaolo lo sa bene, cammina con il suo diabete.

Gianpaolo Fattori non è nuovo a simili avventure, si è già fatto la Via Francigena da Canterbury a Roma, 2.200 km percorsi in 78 giorni. È stato uno dei 19 tedofori italiani alle Olimpiadi Invernali tenutesi in Corea del Sud e prima ancora, nel 2012, a Londra.

Alla domanda: perché cammini con Emergency, Gianpaolo risponde così:

“I pellegrini di un tempo si mettevano sulla via per Santiago de Compostela, con uno scopo, una missione, un’intenzione nel cuore. Il 23 aprile, giorno del mio 64° compleanno, anche io mi farò pellegrino.

Con il mio fedele zaino, un moderno bastone e due buone scarpe, uscirò dalla mia porta e mi dirigerò verso la tomba dell’apostolo Giacomo, e poi verso Finisterre, “la fine del mondo”.

Ma proprio come i pellegrini di un tempo, porterò con me un messaggio, una missione, un’intenzione nel cuore.

Ogni passo che farò su questa strada, non sarà solo per me.
Ogni passo sarà il passo di chi non ha le gambe o i piedi per farlo.
Ogni passo sarà un pezzetto in più per fare un piccolo miracolo.
Il miracolo di far camminare chi oggi non può, perché una mina gli ha portato via le gambe.
Perché io ho qualcosa che i pellegrini di un tempo non avevano, e intendo impiegarla nel modo migliore possibile.

La connessione con voi, il vostro sostegno e partecipazione.
Al mio cammino, alla causa che ho fatto mia.
Questo mio pellegrinaggio nasce per sostenere il Centro di riabilitazione e reintegrazione sociale di Sulaimaniya di Emergency in Iraq.

Decine di migliaia di passi, 3.000 km da percorrere per poter dare a 100 persone la possibilità di camminare ancora.

Per riuscire in questa impresa, per camminare con me, aiutatemi a sostenere questo progetto con una donazione. #iocamminoconemergency e tu?

A Brescia il gruppo territoriale di Emergency sostiene l’iniziativa di Gianpaolo Fattori e il suo fantastico cammino. Per questa impresa, Gianpaolo ha scelto di sostenere il Centro di riabilitazione e reintegrazione sociale di Sulaimaniya di Emergency in Iraq, con l’obiettivo di raccogliere € 23.500 per regalare 100 protesi alla gamba per le vittime delle mine antiuomo che continuano a martoriare il Paese. Il suo sogno? Dare loro la possibilità di poter camminare e correre nuovamente, per vincere questa guerra che vede come sempre i civili come bersagli.