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Numerosi casi di cronaca hanno portato all’attenzione pubblica il maltrattamento e la violenza sui minori, un fenomeno sommerso e spesso aggravato da omertà, pregiudizi, emarginazione sociale e scarsa consapevolezza.

Per maltrattamento all’infanzia si intendono «tutte le forme di cattiva cura fisica e affettiva, di abusi sessuali, di trascuratezza o di trattamento trascurante, di sfruttamento commerciale o altre, che comportano un danno reale o potenziale per la salute del bambino, la sua sopravvivenza, il suo sviluppo o la sua dignità nel contesto di una relazione di responsabilità, di fiducia o di potere» (OMS, 1999).

Il maltrattamento e/o l’abuso sessuale, influendo sulla strutturazione del senso di sé, sono spesso all’origine di importanti danni evolutivi: producono un’autopercezione di svalutazione, convincono il bambino di non meritare rispetto e amore, e possono mettere in crisi il funzionamento intellettivo ed emozionale, creando le premesse per lo sviluppo di uno stato di grande vulnerabilità.

La maggioranza dei casi di violenza e di abuso si verifica all’interno delle mura domestiche. Alla base delle diverse forme di maltrattamento ai danni di minori vi è spesso un adulto in difficoltà, inadeguato nel garantire cure fisiche, affettive, intellettive e sociali appropriate, e condizionato dai propri problemi, da un disagio psichico, dall’insufficienza di risorse emotive. Le conseguenze sulla psiche del bambino sono tanto più gravi quanto più il bambino è piccolo e quanto più si protraggono nel tempo.

Tra le varie forme di violenza, il maltrattamento e la trascuratezza stanno acquisendo una portata sempre più vasta. Secondo un report dell’OMS, circa 850 bambini di età compresa tra 0-15 anni muoiono ogni anno in Europa a causa di forme di maltrattamento; le percentuali più alte si registrano nella fascia sotto i 4 anni.

Nel nostro Paese, le forme di maltrattamento e trascuratezza infantile più diffuse non sono necessariamente o soltanto legate alla povertà economica delle famiglie, ma anche a situazioni familiari di fragilità educativa, emotiva e relazionale.

Di fronte a questo scenario, Cesvi ha scelto di intervenire in Italia creando la rete “IoConto” – che si avvale di partnership importanti sul territorio nazionale – e avviando un programma in tre territori, con l’obiettivo di prevenire e contrastare i fenomeni di trascuratezza, maltrattamento e abuso ai danni di bambini e adolescenti: la città e la provincia di Bergamo, il Distretto sociale dell’Unione dei Comuni della Bassa Sabina con un coordinamento tra Roma e Rieti, e la VII Municipalità del Comune di Napoli.

L’intervento di Cesvi agisce in due direzioni, da un lato rafforzando le risorse a disposizione di bambini e famiglie, dall’altro impattando positivamente sull’ambiente e la comunità circostante. Le attività sono svolte in partnership rispettivamente con il Consorzio FA, l’Associazione Bambini nel Tempo e la Cooperativa Il Grillo Parlante.

Il programma prevede:

SPAZI D’ASCOLTO PER BAMBINI E ADOLESCENTI IN CONDIZIONE DI VULNERABILITÀ
Spazi per la condivisione di emozioni, esperienze e vissuti. Scambi positivi che aumentano la capacità di auto-protezione del bambino e aiutano l’operatore a identificare i rischi di maltrattamento e i casi non emersi.

INTERVENTI SPECIALISTICI PER LA CURA DEL TRAUMA
Percorsi di supporto psico-terapeutico finalizzati a ridurre i danni psicologici ed emotivi nei bambini e negli adolescenti che sono stati vittime di violenza.

SUPPORTO AI GENITORI
“Percorsi di genitorialità positiva” che guidano i genitori più fragili nella comprensione degli stadi di sviluppo del bambino, insegnano modalità educative positive e non violente, e trasmettono strumenti pratici per la corretta gestione della relazione genitore-figlio.

FORMAZIONE DI PROFESSIONISTI SUL TEMA DEL MALTRATTAMENTO
Per rafforzare le competenze degli operatori degli ambiti famiglia e minorenni nell’individuare e rispondere in modo efficace ai casi di maltrattamento.

RAFFORZAMENTO DEL RUOLO PROTETTIVO DELLA COMUNITÀ
L’ambiente che circonda le famiglie svolge un ruolo fondamentale nel contrasto al maltrattamento infantile. Le attività di sensibilizzazione favoriscono il dialogo sociale sui diritti dell’infanzia e sulla prevenzione della violenza.

Cesvi ha inoltre redatto un Decalogo per aiutare i genitori e le famiglie a capire quando si sta mettendo in atto un comportamento “maltrattante” e spiegare come si può intervenire. Uno strumento di prevenzione e informazione che propone, con un linguaggio semplice e chiaro, consigli pratici e spunti di riflessione alla portata di genitori ed educatori impegnati nel compito difficile di promuovere la crescita sana dei bambini. L’introduzione del Decalogo è a firma del prof. Luigi Cancrini, psichiatra e psicoterapeuta.

LE CITTÀ ITALIANE IN CUI OPERA CESVI CONTRO IL MALTRATTAMENTO

BERGAMO
Nel territorio di Bergamo emerge la necessità di agire sulla promozione del sostegno alla genitorialità, con un’attenzione specifica alle fragilità. La condizione di fragilità è aggravata da ragioni economiche, di organizzazione dei tempi, di disorientamento rispetto alle funzioni educative. Risulta essere particolarmente in aumento il fenomeno della trascuratezza intesa come la difficoltà dei genitori nel rispondere ai bisogni di sviluppo dei bambini, fenomeno che viene difficilmente rilevato e pertanto sottovalutato dai servizi sociali.

ROMA / RIETI
Il Centro d’ascolto per il bambino maltrattato di Forano, in provincia di Rieti, svolge le seguenti attività: valutazione di situazioni di maltrattamento e abuso su minori; valutazione di situazioni di separazione conflittuale; valutazione delle competenze genitoriali e delle altre risorse all’interno della famiglia; valutazione dello stato psicologico del bambino.

NAPOLI
Con i suoi quasi 185.000 bambini e ragazzi, Napoli è la città più giovane d’Europa. Da oltre 15 anni il partner di Cesvi – Il Grillo Parlante – opera nella periferia di San Pietro a Patierno, il quartiere con il maggior numero di gravidanze precoci. Di questi minori, 5.267 sono assistiti dai servizi sociali della città e il 39%, ovvero circa 2.000, risulta vittima di maltrattamenti, spesso all’interno della famiglia1. Di questi 2.000, il 49% ha subito disagi per trascuratezza, il 7% per maltrattamento fisico, il 19% per violenza assistita, il 14% per maltrattamento psicologico, il 6% per abuso sessuale e il 5% per cure inadeguate. Solo l’ultima percentuale è inferiore al dato nazionale. Anche non in presenza di condizioni di estremo degrado sociale, i bambini e i ragazzi sviluppano stati di disagio psicologico e senso di abbandono causati da genitori “distratti”.

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