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Iseo, Brescia. Dopo le precedenti e fortunate edizioni dedicate a Bach la prima e a Beethoven quella dell’anno scorso, torna la rassegna “Iseo Classica” da domenica 2 ottobre a domenica 12 febbraio del 2017. Quest’anno dedicata agli altri 2 mostri sacri della musica pianistica tedesca: Robert Schumann e Johannes Brahms.

Come è stato per le precedenti edizioni, anche questa vedrà come protagonisti soprattutto giovani e talentuosi pianisti/e dal sicuro avvenire; non in tutti i concerti sono presenti brani dei citati compositori: ci sarà spazio anche per la musica contemporanea e “alternativa”; un chiaro esempio è il concerto del 6 novembre in cui il pianista-compositore Giacomo Ronchini presenta suoi brani.duo_piano_sax

In un’intervista dice: “Non saprei dire a che genere musicale appartiene il mio stile; certo è che non disdegna di porsi con le stesse intenzioni di una canzone, cioè di catturare un momento; il substrato strumentale e la ricerca sono di matrice classica, ma Il messaggio sembra rivolgersi anche a un pubblico aperto a diversi generi musicali”

Altro appuntamento imperdibile è quello del 20 novembre intitolato “Musiche dal mondo”, dedicato alla fisarmonica: Gianfausto Zanola interpreterà musiche di compositori provenienti da ogni parte del mondo.

Robert Schumann e Johannes Brahms, l’uno visionario e dalla personalità oltremodo complessa e “sdoppiata” che sfocia nella malattia psichica e l’altro considerato (forse erroneamente) tradizionalista, accademico e legato indiscutibilmente al grande testamento Beethoveniano; ambedue legati in modo diverso ad una donna, Clara Wieck (divenuta poi moglie di Schumann);

Schumann è lo scopritore di Brahms, o per meglio dire colui che, in un celebre articolo apparso sulla rivista musicale da Robert fondata, presenta Johannes come l’uomo dell’avvenire, una sorta di nuovo Messia. Le tante lettere che i tre si scrissero nel corso degli anni testimoniano di un legame intenso, non solo musicale.

Anche la Rassegna di quest’anno, curata come sempre da Massimiliano Motterle, promette quindi di essere molto attraente.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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