Brescia – E’, fra l’altro, divenuto il lago di “Floating Piers”. Il Sebino sta a quest’installazione artistica temporanea di Christo Valdimirov Yavachev, come, analogamente, la sua localizzazione interessa parte del territorio della Franciacorta, concorrendo, insieme ad essa, a definire la provincia di Brescia, attraverso alcuni aspetti caratteristici che sono rappresentativi della porzione occidentale bresciana che vi risulta annessa.

Aspetti diffusamente raccolti nel libro di Massimo Ghidelli, dal titolo “Iseo Franciacorta – Luoghi e ricette”, pubblicato dalla “Compagnia della Stampa” nella versione bilingue dei testi in italiano, simultaneamente espressi in un contestuale e funzionale raffronto in inglese, a cui, un correlato abbinamento illustrato fornisce pure un ulteriore vettore esplicativo che, nelle belle immagini a colori, è universalmente usufruibile nella cifra visiva mediante la quale è interpretato.

Iseo_Franciacorta_libroInsieme al lago, anche la Franciacorta gioca la sua parte con un’offerta di qualità, stile e gusto che parte da un vino eccezionale, autentico ambasciatore dell’Italia nel mondo, per qualificare l’imprenditoria locale e l’intera regione Iseo – Franciacorta. Questo libro aiuta a scoprire una bella zona dell’Italia e il “gusto” autentico di questi luoghi con un viaggio nel paesaggio, fra le cantine, camminando silenziosi lungo la via Valeriana piuttosto che su un battello animato dalle voci dei turisti”: spiega, fra l’altro, Eugenio Massetti, Vicepresidente della Camera di Commercio di Brescia, nel suo interessante contributo introduttivo, utilmente messo a presentazione del libro.

Tra la costa insulare e la sponda del lago d’Iseo, fino al suo diretto entroterra, un flusso di informazioni pare seguire le orme di altrettanti motivi di interesse che sono, fra loro, fattibili di essere collegati insieme nell’intreccio di un composito ritratto costitutivo della litoranea sebina, come pure dell’arcipelago lacustre, composto da Montisola e dalle circostanti isole, geograficamente minori, di Loreto e di San Paolo, trattando anche di quel territorio franciacortino dove, la naturale adiacenza del lago che gli è più vicino, appare, in certe località, distanziata dallo spazio di una serie di luoghi che ne precludono la vista, contemperando, allo stesso tempo, in una omogenea eco culturale, la contiguità sostanziale rispetto ad un simile ambito di variegata appartenenza.

Tra queste realtà, alle quali la pubblicazione offre una concatenata rete di visibilità, è presentato anche quell’antico sito claustrale di cui, l’autore, Massimo Ghidelli, fra l’altro, attesta che: “Uno dei luoghi più importanti dell’intera Franciacorta è l’Abbazia Olivetana di San Nicola, a Rodengo Saiano. Fu fondata nel 1050 per due motivi: ospitare i pellegrini in transito per Roma e svolgere un’opera di evangelizzazione sul territorio (…)”.

Nell’avvicendamento delle attrattive riferite, mediante le quali diverse caratteristiche denotano le tipicità locali più rappresentative, una mirata testimonianza emerge invece dal “Santuario della Madonna della Neve” di Adro, a cui, in un altro contesto ecclesiastico pervaso dal carisma religioso dei frati Carmelitani, pure attiene il museo dei bachi da seta, considerato in un puntuale approfondimento divulgativo, attraverso un apposito capitolo, nel quale, fra l’altro, si legge che “La passione di frate Mansueto Girotto, dell’ordine dei Carmelitani Scalzi, di Adro, gli ha fatto raccogliere un’originale collezione di strumenti e attrezzi per la filatura e la tessitura di seta, lino e canapa; nel piccolo museo, annesso al Santuario della Madonna della Neve, sono esposti anche paramenti sacri, biancheria e una collezione naturalistica che ripercorre le fasi di nascita e sviluppo delle larve, sino all’intero ciclo produttivo della seta (…)”.

MONTISOLA
Montisola – Lago d’Iseo

In assonanza a questa antica tradizione, altre autentiche peculiarità dell’area bresciana, analizzata nella panoramica alla quale è rapportata, si strutturano nella dettagliata documentazione di una monitorante mappatura dei luoghi considerati ed esaminati secondo un attento resoconto informativo da parte dell’autore, mediante la trattazione delle varie sezioni di lettura rispettivamente ispirate anche alla pregiata cura vitivinicola della Franciacorta e della caratteristica pesca in zona, con i loro referenti che, tanto sull’elemento terra quanto su quello dell’acqua, delineano un’interazione con l’ambiente, acquisita nel tempo nello sviluppo di una staffetta plurigenerazionale persistente che si struttura in un eccellente spettro di qualità consistente.

Dal rapporto con i beni, tratti dalla natura autentica delle località dove il connubio fra il lago d’Iseo e la Franciacorta, ricalca il Basso Sebino nel territorio dove un amalgamato apparentamento di verosimiglianze avvolge le componenti di tutto un territorio circonvicino, sboccia una ricca e gustosa serie di pietanze, raccolte in questo ennesimo libro di Massimo Ghidelli nel capitolo “Interpretazioni in cucina”, unitamente allo svelamento dell’identità dei loro ideatori, dove sono, ad esempio raccolte, in modo pratico ed accattivante, sia per una lettura esaustiva che per una relativa e possibile fase attuativa, le raffinate ricette attinenti “Salame, cotechino e soppressa con i Verzolì”, “Bottatrici al forno con polenta”, “Coregone ripieno al forno con polenta”, “Tagliolini di persico”, “Trenette alla pescatora”, “Gnocchi di patate”, “Lumache alla bresciana con gli spinaci”, “Stinco al forno”, “Tagliatelle con sardine”, “Risotto con ragù di tinca e piselli”, “Spaghetti all’amatriciana di lago”, “Crema al croccante”, “Torta alta della zia”, “Da Sulzano a Montisola – Crema di yogurt di capra “Le frise” e olio di Montisola, crumble di sardine del lago di Iseo, tartare di trota con le sue uova affumicate”, “Mousse al cioccolato fondente”, vedano in agrodolce”, “Coregone di carpione”, “Filetto di coregone alle zucchine”, “Insalata di Luccio all’Olioextravergine DOP del Sebino”, “Ravioloni di tinca ripiena con burro di malga e formagella di Tremosine”, “La Patata viola, il Gambero Rosso e il Franciacorta”, “Filettini di maiale al ristretto di Franciacorta con spinacini dolci e pancetta croccante”, “Seitan al Rosso di Franciacorta”, “Malfatti di Tombea e borragine con pesto di aglio orsino”, “Manzo all’olio”, “Risotto ricordo del bosco”, “Tinca al forno di Clusane con polenta”, “Cappelletti al grano arso, coniglio e burro di acciughe”, “Trota marinata al caffè”, “Insalata tiepida di pollo bio, sarde essicate del Sebino, gelatina di salsa verde, pop-corn di pollo”, “Lavarello alla mugnaia, calamondino e toffee di cavolfiore”, “Spaghetti alle sarde di lago con finocchio, peperoni rossi e peperoncino piccante”, mentre, in aderenza a quei conclamati giorni estivi, sospinti dal 2016 a marchiare nel tempo la storia del lago d’Iseo, nel merito dell’iniziativa futuristica della nota “passerella dorata”, giunta a confermare in concreto un disarmante progetto qui catapultato, questo libro documenta la messa a fuoco dell’ideazione culinaria, a base di pesce, che è denominata evocativamente “The Floating Fishes – La cucina di Iseo incontra Christo”, anch’essa pubblicata, come il resto delle poco più di centocinquanta pagine della pubblicazione, oltre che in italiano, pure nella lingua d’Albione che, in questo caso, non discosta il nome della ricetta da quello dell’ormai popolare installazione, nella, a quanto pare, intraducibile sua espressione che conferma, nell’inglese, l’originale ed, al medesimo momento, ripercorsa versione di “The Floating Fishes – Iseo Cuisine meets Christo”.