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Brescia. Un grande e originale progetto apre un dialogo tra l’archeologia e l’arte contemporanea, tra la storia e il presente, tra la cultura classica e la sua persistenza nel nostro tempo con la mostra dal titolo Isgrò cancella Brixia, sino all’8 gennaio prossimo, con opere, tutte di dimensioni ambientali, appositamente ideate e realizzate dall’artista Emilio Isgrò per quest’occasione, in stretto dialogo con i suggestivi spazi che le ospitano.

Coinvolge i più importanti luoghi di Brescia: il Parco archeologico di Brescia romana, il Museo di Santa Giulia con il Chiostro rinascimentale e gli spazi espositivi del museo, il Capitolium, il Teatro Romano, fino alla stazione metropolitana FS. Il progetto espositivo dal titolo Isgrò cancella Brixia, a cura di Marco Bazzini, è prodotto da Fondazione Brescia Musei e Comune di Brescia in collaborazione con Archivio Emilio Isgrò, Arte Sella, Centro Teatrale Bresciano e Gruppo Brescia Mobilità e pone in dialogo l’archeologia e l’arte contemporanea, la storia e il presente, la cultura classica e la sua persistenza nel nostro tempo.

La rassegna prende avvio dalla sala centrale del Capitolium, un vero e proprio museo epigrafico che ospiterà l’opera Le api di Virgilio. Una moltitudine di api in volo cancelleranno le iscrizioni presenti sulle epigrafi romane collocate sulla parete: una spettacolare installazione, realizzata con le più avveniristiche tecniche digitali, dove la cancellatura si manifesta nella vivacità delle immagini in movimento.

Il complesso del Museo di Santa Giulia ospita altri tre episodi del progetto espositivo. Nell’incanto del Chiostro rinascimentale s’incontra, disposto sul prato, L’armonium delle allodole impazzite, un enigmatico e monumentale strumento musicale, sul cui perimetro corre una sequenza di tasti di pianoforte.

Nel silenzio del luogo risuona l’aria della Casta diva dalla Norma di Vincenzo Bellini, una delle opere più potenti della tradizione lirica italiana, ambientata nelle Gallie romane. Quest’opera, presentata per la prima volta proprio a Brescia, realizzata dalla Fondazione Brescia Musei in co-produzione con Arte Sella, l’importante parco d’arte contemporanea nella natura in Val di Sella, Valsugana, (TN) all’interno dei cui percorsi espositivi, al termine della mostra, sarà collocata permanentemente nello spazio all’aperto individuato dall’artista stesso.

Le sale espositive del Museo di Santa Giulia ospitano inoltre un inedito ciclo di dipinti dal titolo Brixia come Atene. Tredici grandi tele dove le pagine illustrate di un libro sulla vita quotidiana di un’antica polis greca sono state cancellate in bianco.

Emilio Isgrò  è considerato tra gli innovatori del linguaggio artistico italiano del secondo dopoguerra, è il padre indiscusso della cancellatura, un atto che cominciò a sperimentare nei primi anni Sessanta e che ancora oggi mantiene la stessa vivacità e audacia creativa.