Tempo di lettura: 3 minuti

Istanbul, Turchia. L’Orient Express non arriva più alla stazione di Sirkeci nel cuore di Istanbul, il mitologico treno è stato soppresso da quasi quant’anni, anche se la stazione conserva ancora l’elegante fascino, ora sta diventando un museo. Nell’antica Costantinopoli si arriva veloci in aereo e su un metrò nuovissimo che in poche ore ti fanno saltare da casa alla porta dell’oriente. Nemmeno il tempo di annusare il profumo delle spezie. Istanbul rimane un mitologico caravan serraglio sospeso tra oriente e occidente, mecca di un turismo in cerca di emozioni epidermiche, di suggestioni fotografiche, bazar colorati e auree dalle “mille e una notte”.ist 3

Istanbul non ha perso le sue caratteristiche di città da fiaba, pronta a regalare nuove emozioni anche il più consumato viaggiatore. Nonostante sia ad oggi una megalopoli di 15 milioni di abitanti in continua espansione sia sul suolo europeo come in quella asiatico, lascia tra il Bosforo, il Corno d’Oro e il mar di Marmara una immutabile sensazione di città sospesa nel tempo, che vuol imporre la sua importanza non sullo stretto che separa i due continenti, ma sui fatti socio-politici che stanno agitando il medio oriente, come del resto da sua vocazione sin dai tempi di Omero, una “capitale” pur non essendo nemmeno la capitale della Turchia.ist 5

Era da più di vent’anni che mancavo di passare da Istanbul, mi son fatto di nuovo stregare dal raro insieme di culture di questa straordinaria città, in equilibrio da secoli tra oriente e occidente, supera di gran lunga per emozioni qualsiasi altra città d’oriente ma è anche moderna lucida e pulita come poche, dato dal senso del rispetto del bene comune dei suoi abitanti. D’altra parte aveva visto con lungimiranza e un poco di timore l’importanza di Istanbul nell’equilibrio della nazione Atatŭrk, padre fondatore della repubblica turca nel 1924: “l’esistenza di una nazione come la Turchia è incompatibile con il primato politico di Istanbul, erede di Costantinopoli, ente sovranazionale, che ha sputo aggregare popoli diversi tra loro”.ist 11

Un equilibrio che non riguarda solo la nazione turca, ma può avere una forte ricaduta sul vecchio continente. Si perché se da una parte Turchia bussa a occidente alle porte dell’Europa, dall’atra ad oriente alle sue porte bussano gli integralisti dell’IS. Se dalla parte nostra è l’elegante Istanbul a fare da ariete per l’ingresso nella Comunità Europea, dall’altra deve fare i conti i tagliatori di teste e un fondamentalismo contagioso.
Anche se alle porte delle elezioni non era proprio un periodo ideale per ritornare a Istanbul, ho ritrovato una città meravigliosa, ma ho dovuto constatare un forte cambiamento sociale che non avevo mai visto nei precedenti viaggi.ist 7

Un integralismo opprimente che non era mai stato parte di questa città che sta travolgendo parte del mondo femminile. Donne “soffocate” da burqa neri che lascia piccole fessure sugli occhi, denunciano “solo” un degrado della condizione sociale della donna che ha poco a che vedere con la fede, ma dichiara platealmente una pericolosa virata integralista nelle nuove generazioni. Alle porte dell’Europa, mentre la Turchia si prepara alle urne e molti politici soffiano sul fuoco integralista non sapendo poi se sapranno dominarlo.ist 4

Mezzogiorno, il muezzin chiama alla preghiera, sono seduto nel cortile della moschea nella parte asiatica, una delle tante uscite dal genio di Sinan, architetto turco contemporaneo di Michelangelo che nei sui quasi cento anni di vita ha edificato i più bei capolavori del mondo arabo, la gente arriva per la preghiera. Uomini in moschea, le donne nel “loro recinto”. Quelle di mezza età portano il velo, come da tradizione e rispetto, le giovani donne invece sono castigate nei burqa.ist 2

Campanello di un integralismo che sta invadendo il cuore della città delle mille e una notte, con un piede in Europa, una situazione sociale che si accanisce con le donne che non è mai stato parte della storia di Istanbul.

 

 

 

 

 

 

 

 

Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.