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Brescia. Premiato dall‘Organizzazione Mondiale del turismo dell’ONU per l‘eccellenza e l’innovazione nel turismo: IT.A.CÀ, il primo e unico festival in Italia sul turismo responsabile.

Eventi che hanno attraversato il Bel Paese invitano a scoprire luoghi e culture attraverso itinerari a piedi e a pedali, workshop, seminari, laboratori, mostre, concerti, documentari, libri e degustazioni per lanciare un’idea di turismo più etico e rispettoso dell’ambiente e di chi ci vive. Un cammino unico in tanti territori diversi, per trasformare l’incoming in becoming. Coniugando la sostenibilità del turismo con il benessere dei cittadini.

Dal 13 al 15 settembre fa tappa a Brescia e nelle sue Valli, per seguire le tracce dei “narratori” del territorio che possano raccontare, in modo particolare, la cultura bresciana. Dal teatro alle camminate nei luoghi particolari della città e dintorni, con la bicicletta alla scoperta dei vigneti dei Colli Longobardi o alla ricerca della street art, dall’archeologia industriale al circuito delle Valli Resilienti e molto altro.

Si parte dall’idea che l’esotismo è dietro l’angolo, che per sentirsi turisti responsabili non serve partecipare a lunghi viaggi organizzati: anche il viaggiatore fai-da-te, che non ama gli itinerari prefissati, può interiorizzare i valori del rispetto e del confronto. Viceversa, il turismo è considerato come un qualcosa di quotidiano: esperienza e tensione verso l’altrove, che non si riduce ad un periodo preciso di mobilità, né finisce nel momento in cui raggiungiamo la meta.

Il festival contribuisce a stimolare nuove idee e incentivare nuovi operatori culturali, a offrire esperienze diverse, a creare un pubblico più attento ad un segmento di turismo per nulla considerato, ma che può rendere molto. Diventa una iniziativa di innovazione sociale che si può far rientrare nel nuovo civismo: cittadini attivi che trovano il tempo, l’attenzione e l’energia richiesti per partecipare.

Il programma.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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