di Raffaella Lovisa

Impegno, intelligenza, sentire, fiesta: con queste quattro parole nella testa si è conclusa la nostra terza giornata ecuatoriana. Abbiamo incontrato la gente di tre comunità. A Guel abbiamo partecipato ai discorsi dei gestori della cooperativa presente nel territorio, il loro percorso, il loro lavoro.

Una socia ci ha raccontato con orgoglio discreto la storia della cooperativa “la cascata di Guel” che lavora per fare arrivare l’acqua alle famiglie dei piccoli agricoltori che abitano questa valle. Coloratissimi i cappellini di paglia “torquilla” fatti a mano dalle donne di Guel e dati in ricordo di quest’incontro ai rappresentanti delle casse italiane.

Il nostro viaggio e’ poi proseguito alla volta di Chordaleg. Immersi in un paesaggio straordinariamente bello e sorprendentemente colorato, abbiamo percorso una strada sterrata, animata da persone che ci osservavano passare.

A Chordeleg abbiamo ricevuto il benvenuto della comunita’ ed ascoltato le parole dei rappresentanti di Codesarrollo e delle casse italiane. Una magica armonia! Un pranzo abbondante e ricco ci e’ stato offerto dalle donne: due splendidi e saporiti “chanci” (maiali) erano stati arrostiti nella notte per los italianos.

L’ultima tappa della giornata e’ stata la comunita’ di San Gioachin. Come esprimere l’importanza di quest’incontro? Come spiegare l’emozione di sentirsi companeros? I rappresentanti della cooperativa “Coopera” hanno espresso con calore la volonta’ di una cooperazione reale fra diverse realta’, fra l’Italia e l’Ecuador, esprimendo l’idea di una solidarieta’ intesa come collaborazione e lavoro comune, non certo come carita’.

Uno dei tanti cartelli appesi alla parete esterna dei locali della cooperativa recitava: “il credito non e’ carita’, ma fiducia nel lavoro comune. Il credito privo di questa fiducia diventa carita’ e la carita’ non aiuta, ma uccide i poveri“.

Non abbiamo concluso la serata parole, ma con la fiesta: un’idea importante che colora i sorrisi di queste persone, il loro impegno ed il loro lavoro.

Quello che resta e’ la volonta’, e non solo il desiderio di darsi da fare, non solo per aiutare l’Ecuador, ma per condividere le nostre esperienze.