“La mia vittoria diventi anche quella di tanti altri” sono le parole di Yassine Rachik, medaglia di bronzo con la maglia azzurra nei 10.000 metri agli Europei di Atletica under 23 di Tallin. Marocchino di nascita e da poco e con fatica cittadino italiano. Se non avesse ottenuto la cittadinanza italiana, Yassine non avrebbe potuto partecipare in maglia azzurra, e con questa vincere, agli ultimi Campionati europei di corsa. Lo sognava, perché l’Italia è il suo Paese, qui è cresciuto e qui ha studiato, e per Lei voleva correre. Il suo sogno si è avverato. Adesso Yassine vorrebbe che si avverasse anche quello di tanti altri ragazzi come lui: per questo chiede al Senato di approvare presto la nuova legge sulla cittadinanza.yassine-rachik

Yassine Rachik ha scritto, dopo la vittoria, una lettera al Senato della Repubblica Italiana, sulla quale Change.org ha lanciato una petizione.

La lettera

Ho sognato tante volte di poter diventare cittadino italiano senza essere costretto a combattere con la burocrazia, vedendomi semplicemente riconoscere ciò che già sentivo di essere. Alla fine lo sono diventato grazie al sostegno e all’aiuto di tante persone, e ne sono stato felice. Ora, però, mi piacerebbe che per tanti ragazzi come me la cittadinanza italiana non fosse più un sogno, ma un diritto.

Si tratta di un traguardo importantissimo. E per questo è fondamentale che il provvedimento vada avanti e che diventi presto legge. Se sarà approvato, verrà finalmente superata una legge datata e ingiusta, la stessa a causa della quale ho rischiato di non poter rappresentare l’Italia, il mio Paese, ai Campionati Europei di corsa.

Sono nato in Marocco 22 anni fa e da 11 vivo in Italia, dove sono cresciuto e ho studiato. Lo scorso giugno, grazie a una petizione lanciata da Khalid Chaouki su Change.org e all’intervento del Presidente della Repubblica Mattarella, ho ottenuto la cittadinanza italiana e ho potuto così gareggiare con la maglia azzurra ai Campionati Europei under 23 di atletica leggera, dove ho conquistato la medaglia di bronzo nei 10 mila metri.

Sono stato fiero e felice di poter gareggiare per l’Italia. Sono cresciuto in questo Paese e qui ho studiato. Quando ho vinto ho abbracciato la bandiera e ho ringraziato chi mi ha aiutato, da Khalid Chaouki a tutte le migliaia di persone che hanno firmato e hanno creduto in me, permettendo che il mio sogno si avverasse.

Adesso, però, vorrei che a vincere, oltre a me, fossero anche tanti altri ragazzi. Per questo faccio appello alle nostre forze politiche: approvate presto anche in Senato la nuova legge sulla cittadinanza. È una norma di civiltà, un diritto che non può più essere negato a chi è nato, è cresciuto e ha studiato in Italia.

Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.