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Valle d’Aosta – Ospiti presso un accogliente bed&breakfast a Settimo Vittone, nel torinese, dove simpaticamente si viene alloggiati con il nome di un piccolo e curioso animaletto di montagna (puoi essere un leprottino o un riccio, un upupa oppure un cuculo, o una felice rondinella, un capriolo, un ghiro o un passerottino, una gazza, un pettirosso, uno scricciolo, uno scoiattolo o una leggiadra farfalla, o una potente aquila), è iniziata la nostra “due giorni” valdostana.

Targhe delle stanze del primo piano del b&b
Targhe delle stanze del primo piano del b&b

Una tappa particolarmente intensa, ma ne è valsa la pena.

Il b&b "Il falco e la volpe" di Settimo Vittone (TO)
Il b&b “Il falco e la volpe” di Settimo Vittone (TO)

Il pretesto per questa gita fuori porta è stato l’annuale appuntamento con la mostra del World Press Photo.

Il WPP è un’organizzazione no-profit con sede ad Amsterdam. È stata fondata nel 1955 ed è l’organizzazione del più grande e più prestigioso concorso di fotogiornalismo mondiale. La cerimonia di premiazione si tiene ad Oude Kerk ad Amsterdam, dopo di che le fotografie vincitrici vengono assemblate in una mostra itinerante, che viene visitata da oltre un milione di persone in 40 diversi paesi, e che qui in Italia viene ospitata presso il Forte di Bard, in Valle d’Aosta.

Una serie di immagini davvero forti e toccanti costituiscono l’edizione 2018 dell’evento.

Ma come si suol dire, un’immagine ti è davvero entrata dentro quando riesce a farti sanguinare il cuore e quella che è stata la mia comunione con la mostra l’ha generata il polittico del reporter Adam Ferguson, con il progetto “Boko Haram Strapped Suicide Bombs to Them. Somehow These Teenage Girls Survived”.

Sono Aisha (14 anni), Falmata (15 anni), Balaraba (20 anni) e Maryam (16 anni). Per noi sono delle bambine, ma nella realtà sono delle sopravvissute che hanno avuto il coraggio di lottare con tenacia e forza per salvarsi la vita.

Boko Haram Strapped Suicide Bombs to Them. Somehow These Teenage Girls Survived
Boko Haram Strapped Suicide Bombs to Them. Somehow These Teenage Girls Survived

Il progetto di Ferguson è costituito da una serie di ritratti di ragazze rapite dai militanti di Boko Haram, una cellula islamica, catturate a Maiduguri, nello stato del Borno, in Nigeria. Le ragazze venivano imbottite di esplosivi e mandate a farsi saltare in aria in aree affollate.

Questa è la storia di coloro che hanno trovato la forza di provare a fuggire e trovare aiuto, invece di farsi esplodere. Boko Haram – un gruppo islamico il cui nome si traduce approssimativamente in “educazione occidentale vietata” – attacca espressamente le scuole e dal 2014 ha già rapito oltre 2.000 donne e ragazze. Queste giovani ragazze sono viste come la nuova e più potente arma di guerra moderna.

Terminata la visita alla mostra, che ne è valsa davvero la pena, guardandoci attorno ci siamo resi conto che ciò che stavamo ammirando valeva altrettanto la pena per questo viaggetto, se non forse addirittura un pizzico in più.

Siamo amanti delle cose belle, da vedere e da fotografare, e guardare altri fotografi ti fa sempre venire voglia di provarci nel tuo piccolo. E così il restante giorno e mezzo l’abbiamo passato fotografando e facendo tesoro dei gioielli locali, seguendo i consigli del gentil albergatore e muovendoci tra castelli e roccaforti.

Vista della valle dagli ascensori panoramici del Forte
Vista della valle dagli ascensori panoramici del Forte

Re e motivo indiscusso del nostro viaggio: il Forte di Bard. E’ uno dei poli culturali delle Alpi Occidentali.

Grazie al recupero della fortezza e tutta la zona sottostante del borgo di Bard, è stato realizzato un progetto che in un’unica struttura offre spazi e servizi culturali di altissima qualità.

La scalata al forte può essere fatta via tornanti, una sorta di arrampicata in collina, o a bordo di 3 ascensori panoramici con struttura funicolare che attraversano il forte in altezza. I secondi sono indubbiamente la nostra scelta consigliata, non per allergia all’attività fisica, ma per volontà dichiarata di voler godere della vista mozzafiato che solo questi ascensori possono regalarti.

Il Forte di Bard
Il Forte di Bard
Le prigioni del Forte
Le prigioni del Forte

Al suo interno il Forte ha ampi spazi museali (Il Museo delle Alpi, il Cannoniere e le Prigioni), pensati per far conoscere e provare a rivivere la storia della roccaforte ai visitatori. Provare le sensazioni e vedere dove vivevano le persone che a suo tempo lo popolavano.

Nel nostro tour abbiamo scelto la visita alle Prigioni, per conoscere approfonditamente la storia di Bard e della sua fortezza, dagli albori ad oggi.

Infatti la posizione strategica ha fatto si che la Rocca di Bard venisse fortificata sin dai tempi più antichi. Passò dal dominio sabaudo del XIII secolo a quello dei Savoia nel 1661.

Ma l’episodio militare più noto di cui è stato protagonista il forte è l’aver ostacolato la marcia di Napoleone nel 1800, quando fu assediato dalle truppe francesi. Il Forte fu teatro di un’eroica resistenza durata ben 14 giorni.

Napoleone, oltraggiato per la perdita di vantaggio e tempo, fece successivamente radere al suono il “vilain castel de Bard”. Fu Carlo Felice a promuovere il rifacimento del Forte, affidando il progetto all’ingegnere Francesco Antonio Olivero. Nel 2015 il Forte compare come protagonista della scena iniziale del film “Avengers. Age of Ultron” dove fungerebbe da base militare dell’Hydra, acerrima nemica dello Shield.

Al secondo posto non potevamo che vedere il Castello della Regina Margherita di Savoia. Un’imponente Reggia costruita come residenza estiva per la regina in persona, situata ai piedi del Monte Rosa, A Gressoney . A guardarlo con gli occhi di una bambina, si direbbe che esso sia il tipico castello delle favole.

Il Castello della Regina Margherita di Savoia - Castel Savoia
Il Castello della Regina Margherita di Savoia – Castel Savoia
La camera della Regina
La camera della Regina

Immerso nel verde della Valle di Gressoney, il castello dei Savoia è carico di un’atmosfera davvero fiabesca. E’ impreziosito da cinque torri tutte diverse l’una dall’altra e sormontate da tetti conici.

La sua costruzione, tuttavia, risale agli inizi del 1900, quando la Regina Margherita di Savoia, moglie di Re Umberto I, fece costruire questa elegante residenza per le vacanze estive. Il punto su cui sorge il castello è chiamato “Belvedere”, infatti la vista che si gode dal castello è davvero mozzafiato, e gli interni dei castelli non sono di certo da meno: i tre piani conservano quadri ornamentali e boiseries ed altre decorazioni eleganti, che spesso rappresentano margherite in onore della Regina.

Gli spettacolari interni del Castello della Regina Margherita di Savoia
Gli spettacolari interni del Castello della Regina Margherita di Savoia

La nostra escursione prosegue con il Castello di Verrès. Le sue dimensioni massicce e la sua struttura austera rivelano a prima vista la funzione difensiva originaria del Castello di Verrès, che era strategico per il controllo della Valle di Ayas.

Arroccato sulla cima rocciosa, è un cubo perfetto di 30 metri per lato, con pareti esterne larghe 2,50 metri, rifinite da merli. La pietra è anche la caratteristica principale all’interno delle mura del castello, infatti si può trovare nella straordinaria scalinata e nell’arredamento elegante delle camere, che sono caratterizzate da enormi camini e finestre gotiche.

La storia del castello è intrecciata con la nobile famiglia Challant della Valle d’Aosta: fu Ibleto, che nel 1930 diede alla fortezza la sua insolita struttura monolitica, che fu poi arricchita da una cortina muraria e da un ponte levatoio per volere di Renato de Challant.

Vista del Castello di Verrès
Vista del Castello di Verrès

Il Castello di Fénis è stata la nostra penultima tappa. Tra i più famosi castelli della valle d’Aosta, Fénis colpisce i visitatori con il suo trionfo di torri e mura merlate. Il castello si trova su un terreno pianeggiante, il che è insolito per una fortezza.

Aimone de Challant lo ha migliorato costruendo un impressionante sistema difensivo, che presenta anche doppie cortine. Tuttavia, oltre ad essere una fortezza, il castello di Fénis era anche una residenza prestigiosa e raffinata: il cortile e le stanze interne sono ricche di affreschi – il risultato di una campagna di decorazione iniziata con ogni probabilità dal figlio di Aimone, Bonifacio.

Il Castello di Fénis
Il Castello di Fénis

Ed infine l’ultima tappa, un po’ imprevista ma forse, anche per questo motivo, particolarmente apprezzata: la Roccaforte di Cly, una fortezza ormai ridotta ad un rudere.

Un’imponente torre circondata da un ampio perimetro di mura merlate, arroccata su una roccia scoscesa: non è difficile immaginare questo castello come un perfetto rifugio fortificato. Nell’undicesimo secolo furono costruiti la torre centrale e una piccola cappella adiacente che presenta una pianta rettangolare con absidi semicircolari.

La signoria di Cly era molto influente nella zona e, secondo la leggenda, alcuni dei suoi membri furono colpevoli di estorsioni e di aggressioni militari contro i mercanti, il che fu sufficiente a giustificare l’espropriazione del castello nel 1376 da parte della Casa di Savoia. Il castello fu venduto nel 1550 e fu gravemente danneggiato dal passare del tempo e dal suo ultimo proprietario, Pierre-Philibert Roncas, che nel diciassettesimo secolo riciclò alcuni materiali e li usò per costruire la sua nuova residenza a Chambave.

Veduta dal cortile interno sui resti del Castello di Cly
Veduta dal cortile interno sui resti del Castello di Cly

E questo è solo una piccola parte del lungo elenco di castelli, roccaforti e fortezze che meritano di essere visitati. Un consiglio è concedersi qualche giorno in più, come di certo faremo noi la prossima estate.

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