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Volongo (Cremona) – Riprendersi il senso vero della campagna. Filari di gelsi, ormai introvabili ti accompagnano, nel viaggio alla scoperta di Volongo.

E’ un viaggio affascinante, emozionate, dove si riescono a recuperare antiche storie, antiche memorie di un mondo rurale, popolato da cascine, da terreni coltivati, in una pianura dono della natura.

Poco più di cinquecento abitanti, ultimo paese della provincia di Cremona, Volongo è un piccolo Comune al confine con le provincie di Mantova e Brescia, completamente immerso in questa natura ancora così forte.

I portici di Volongo
I portici di Volongo

Il nome Volongo scaturisce probabilmente da un ambiente acquatico, paludoso e forse deriva da un antico “Vadum Longum”: guado lungo, alveo di fiume lungo. Il piccolo borgo cremonese è infatti attraversato dal fiume Gambara che sfocia, ancora in territorio comunale nel fiume Oglio.

C’è molto di bresciano in questo minuscolo comune cremonese. Il fiume Oglio, che gli dona una terra feconda, il dialetto bresciano che viene parlato dagli abitanti e poi la storia che racconta di Volongo come di un importante castello in epoca romana, da prima dell’anno Mille nell’orbita del Monastero Benedettino di Leno. Il borgo è divenuto poi possesso di Pandolfo Malatesta, dei Visconti ed infine territorio dei Gonzaga sino al 1707.

Volongo, aggregato ad Ostiano nel 1785, è ridiventato Comune autonomo nel 1817 e dalla provincia originaria di Brescia è passato in quella di Cremona dopo l’unità d’Italia, nel 1872.

Palazzo Folcieri
Palazzo Folcieri

In questo piccolo paese ci sono state vite grandi. Infatti a Volongo sono nate due notissime educatrici dell’infanzia, le sorelle Rosa e Carolina Agazzi pedagoniste inventrici del famoso “Metodo Agazzi”. A Volongo ha trascorso parte della sua infanzia la famosissima danzatrice Carla Fracci.

In questo piccolo gioiello rurale è possibile trovare una sosta ristoratrice a Palazzo Folcieri. In un luogo che conserva tutte le evocative atmosfere di nobile residenza, recentemente restaurato, mantenendone intatto l’impianto architettonico, gli stilemi ed i volti, il viaggiatore potrà trovare l’amore per le cose buone, unite ad un ottimo servizio.

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Domenico Pedroni
Domenico Pedroni è il presidente della Fondazione Nymphe del Castello di Padernello, l'ente che ha il compito di gestire il recupero e la promozione del Castello e del borgo di Padernello, nella Bassa bresciana.

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