A piedi sul mare

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Abbazia di San fruttuoso
Tempo di lettura: 5 minuti

Da san Rocco la vista sulla baia a mezza luna di Camogli è mozzafiato. Il mare si infrange sui ciottoli della grande spiaggia, affollata dai bagnanti nella canicola delle giornate d’estate. Ma da quassù sono piccoli come soldatini. San Rocco è la partenza per una delle più belle camminate del nord Italia, un sentiero sospeso sul mare per raggiungere l’abbazia di San Fruttuoso, gioiello del FAI, dove si arriva solo a piedi o con il battello. Uno di quei luoghi che esistono unicamente in Italia. Due sono le possibilità: ritornare a Camogli via mare con un battello dopo aver raggiunto l’abbazia o proseguire sino a Portofino allungando il percorso e rientrare con bus e treno. Comunque è bene partire di buon ora. Nell’entroterra ci sono parecc

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hi bed end breakfast o agriturismo a prezzi accettabili.
A san Rocco c’è un ampio parcheggio prima della chiesa, ma se qualcuno ha qualche peccato da scontare può salire da Camogli per l’infinita scalinata, sempre ammesso che trovi un buon parcheggio per l’intera giornata. Un servizio di piccoli bus collega Camogli con san Rocco, partono sul viale della stazione FS. Oltra alla chiesa, a san Rocco, c’è un pugno di case, un bar, ristorante-albergo e un emporio dove è possibile acquistare del cibo (focaccia consigliata) da consumarsi lungo il cammino. L’acqua è bene farne rifornimento perché sul nostro sentiero non la si trova sino a San Fruttuoso. Per me il rifornimento è doppio, visto che devo pensare anche al mio cane. Acqua e cibo nello zaino, un buon paio di scarpe da montagna e si può partire.
Il sentiero, ben segnalato da cartelli con rotte e orari, inizia dalla piazzetta, ruota attorno alla chiesa e ci regala una splendida vista sul mare. Il viottolo si fa strada tra le case del silenzioso borgo, con qualche fortunato abitante che sta curando il giardino o gustando un caffè riempiendoci d’invidia! Alla fine dell’abitato il viottolo diviene un sentiero di montagna e ci rammenta che siamo nel parco del Monte di Portofino. Ci sono diversi sentieri sul monte, si intersecano, raggiungono la vetta (610 m), si incrociano e portano a San Fruttuoso, noi inforchiamo il sentiero che ruota sulla spalla del monte, contrassegnato da due pallini rossi, perché il più spettacolare, anche se presenta qualche difficoltà. Il sentiero corre a mezza costa, a volte ci regala delle viste sul mare, in atri tratti si viene piacevolmente ingoiati dalla fitta macchia mediterranea e dall’inebriante profumo. A tarda primavera e inizio estate le ginestre sono un’esplosione di giallo.

Una radura, ove ci sono tavoli per una sosta, ci indica che siamo a Batterie, poco più sotto inquietsan fruttuoso 3anti avanzi di bunker della seconda guerra mondiale. Stridono con la dolcezza del paesaggio e delle scogliere di punta Chiappa accarezzata dalle onde. Un tratto di salita porta al “passo Bacio”, così detto in merito ad una leggenda secondo cui qui si dettero l’ultimo bacio due giovani prima di lanciarsi nel vuoto, perché le loro famiglie osteggiavano la loro unione. Ora i sentiero corre in falso piano, ma e bene prestare attenzione, soprattutto se abbiamo con noi dei bambini. Il percorso presenta alcuni passaggi su roccia a strapiombo sul mare, con pochi appoggi per i piedi, ma delle catene ancorate alla roccia facilitano il passaggio. Nulla di drammatico e a compensare le vertigini ci pensa il magnifico panorama mozzafiato sulla Cala dell’Oro (area marina a protezione integrale).

Il sentiero non è del tutto facile e ci costringe a rallentare la marcia. L’ambiente è selvaggio, a volte severo, nulla ti fa pensare che invece si a pochi chilometri in linea d’aria le spiagge e i paesi sono sovraffollati di turisti e bagnanti. Quando si esce in un tratto soleggiato il sentiero inizia a salire, sullo sfondo una torre di guardia. Dalla bassa macchia mediterranea si alzano pini marittimi, dopo la fatica della salita arriviamo a Valico della Costa del Termine, è un po’ la nostra vetta. Ora ci aspetta la discesa. Piante secolari e ulivi su terrazze ci raccontano della secolare presenza monacale.

Termina all’imbarcadero, ma prima ci regala la spettacolare vista sull’abbazia di San Fruttuoso Capodimonte. Il complesso abbaziale, l’antico borgo dei pescatori e la torre Doria si materializzano nella baia dall’acqua turchese, uno dei luoghi più belli d’Italia.
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L’abbazia di San Fruttuoso, è proprietà del FAI (Fondo Ambiente Italiano) dal 1983,
quando gli fu donata dalla famiglia Doria. Sono visitabili il complesso monastico del X-XI secolo con il chiostro, la sala capitolare, la chiesa. Le tombe dei Doria e il corpo a mare gotico del XIII secolo. Gran parte dell’attuale abbazia e stata edificata intorno al X-XI secolo, in stile romanico, mentre la parte verso mare, fu realizzato nel XIII secolo, in stile gotico grazie alle donazioni della famiglia Doria.

Chi era Fruttuoso? La leggenda narra che Fruttuoso, vescovo di Terragona (Spagna),
morto sul rogo insieme ai diaconi Eulogio e Augurio, apparve in sogno a cinque monaci e indicò loro il luogo posto sulla costa ligure, in cui dovevano essere sepolti i suoi resti. Il luogo in questione era riconoscibile per tre segni: un drago feroce, una caverna e una limpida fonte d’acqua. I monaci, guidati da un angelo, arrivarono sugli scogli di Capodimonte, dove trovarono il drago, che fu affrontato e annientato dall’angelo, e gli altri due segni predetti. Vera è la sorgente annunciata dal vescovo nel sogno, conosciuta e segnalata su tutte le carte dei naviganti, perché prezioso punto di rifornimento. E vera è anche la “fama” del drago, leggenda diffusa tra i marinai forse per allontanare i possibili contendenti che qui volevano rifornirsi d’acqua.san fruttuoso 4

Abbiamo nelle gambe due ore e mezza circa di cammino, dopo la visita all’abbazia e se è estate un bagno in mare, possiamo decidere di continuare per raggiungere con un’altra ora e mezza di cammino Portofino o rientrare con un battello. Per info: tel. 0185.772091. (attenzione durante i mesi invernali e corse sono ridotte e non attraccano con mare molto mosso).
Il sentiero per Portofino attacca subito tra l’abbazia e la torre Doria, passa nel piccolo villaggio e inizia a salire regalandoci meravigliosi scorci sulla baia, nelle acque cristalline c’è la statua del Cristo degli Abissi. Dopo un pezzo di saliscendi si affronta una lunga e faticosa salita, il doppio bollo rosso del segnavia ci indica la strada.

Il bosco mediterraneo in cui ci inoltriamo ci allevia dalla fatica del passo. Sono gli orti e broli prima delle case a indicarci che siamo in arrivo, il sentiero sbuca all’improvviso tra le villette modeste e residenze sontuose, lo sterrato lascia il posto ad una strada che precipita sul famoso borgo ligure, un tempo meta del jet set internazionale, ma che conserva l’armonia di borgo di mare. Le gambe stanche ci consentono una visita a Portofino.

Per il rientro a Camogli dobbiamo prendere un bus per Santa Margherita Ligure, che ci lascia comodamente alla stazione FS. I treni con fermata a Camogli, diretti a Genova, sono molti e non dovremmo attendere. Il piccolo bus che ci riporta a San Rocco parte poco distante dalla stazione FS, c’è un piccolo cambio da fare per raggiungere il grande parcheggio prima della chiesa di San Rocco, ma basta farlo presente all’autista che non mancherà di avvisarvi.

Difficoltà:
a tratti ci sono passaggi esposti, protetti da catene
Acqua e viveri:
Camogli, San Rocco – San Fruttuoso – Portofino. Non c’è acqua sul percorso
Numeri utili:
FAI San Fruttuoso: 0185 772703
Battelli: 0185 772091 www.battellierigenova.it
IAT: 0185 771066
Come raggiungere:
Da Cremona a Camogli via A21 e A7 km 202 ore: 2,20

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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