Nella valle dei Camuni, in bicicletta

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Valcamonica
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A questo viaggio in bicicletta nella splendida Val Camonica dobbiamo concedere un po’ di tempo, non per la cinquantina di chilometri da percorrere su due ruote, ma per la ricchezza di siti preistorici e archeologici, per le chiese romaniche affrescate da grandi artisti e sconcertanti complessi statuari, per le montagne severe e paesaggi alpini, le malghe e i villaggi ancora legati ad antiche tradizioni. Più che un itinerario è un vero viaggio, e in sella alla bicicletta acquista un valore aggiunto.IMG_6506

Da Capo di ponte a Pisogne si percorre una ciclabile, con alcuni tratti su strade secondarie, che ci introducono nel cuore della valle, separati dai rombi tonanti del traffico che percorre giornalmente la valle su statale e superstrada, feste comandate comprese.

Per raggiungere Capo di Ponte da Pisogne saliamo con bicicletta al seguito sulla carrozza delle ferrovie Trenord (www.trenord.it per orari e info), a Pisogne presso la stazione è facile trovare parcheggio gratuito per tutta la giornata. Ogni treno imbarca 5 biciclette per gruppi più numerosi contattare Trenord 800.500.005.


A Capo di Ponte dalla piccola stazione a terrazzo sul paese una chiesa
aggrappata alla montagna richiama il nostro sguardo, è la pieve romanica di San Siro, con la facciata rivolta verso la Concarena, in un tempo pre-cristiano montagna sacra. Ma Capo di Ponte è il cuore del patrimonio UNESCO della Incisioni Rupestri, non possiamo scivolare verso valle senza prima aver visitato un sito dell’enorme patrimonio rupestre. Dalla stazione saliamo a destra per un centinaio di metri per seguire le indicazioni del parco di Naquane, una salita erta mette già alla prova le nostre gambe, ma in breve ci porta all’ingresso di uno dei centri più importanti delle incisioni rupestri della valle, in uno splendido ambiente naturale.IMG_6175

Ritornati sui nostri passi imbocchiamo la via fronte alla stazione, dopo la fontana nella piazza del paese, un cartello della ciclabile, direzione Breno, ci indica la via. Consiglio di fare una breve deviazione e raggiungere la splendida pieve romanica di San Siro. Subito dopo i massi di Cemmo con altre incisioni rupestri. La salita che affrontiamo per raggiungere Cemmo e Ono San Pietro è la gabella da pagare, come un tempo facevano i viandanti per superare Capo di Ponte, dopo l’itinerario sarà gran parte in discesa e in piano.

IMG_6288Ono San Pietro è un paese delle strette vie con le case in pietra addossate una spalla all’altra, con sottopassi, piccole viuzze e tante fontane d’acqua fresca che sgorga dalla Concarena che sovrasta il paesaggio. Sulla via c’è una “calchera” un tempo usata per produrre la calce. Dopo la salita che supera la chiesa, sulla sinistra si stacca la ciclabile che corre in discesa, con alcuni brevi tratti di ciottolato, sino a Cerveno.

All’ingresso del paese di accoglie la Casa Museo. Dopo la suggestiva IMG_6274piazzetta, con un antico mulino, la parrocchiale custodisce il complesso statuario della Via Crucis, 14 cappelle ospitano 198 statue di legno, stuccate e colorate, che rivocano la passione di Cristo. Singolari e bizzarri i volti dei grotteschi personaggi, intrisi di devozione popolare. Le sculture sono uscite dalla mani di Beniamino Simoni e dalla bottega dei Fantoni tra il 1752 e il 1761. Ogni 10 anni nel mese di maggio a Cerveno si rinnova il rito della “Santa Crus” una suggestiva via Crucis vivente. Usciti da Cerveno dopo poco un segnale sulla destra ci riporta sulla ciclabile per raggiungere Losine e riavvicinarci alla acque del fiume Oglio che domina il paesaggio del fondovalle, mentre sull’altro versante si alza la guglia affilata del Pizzo Badile e i contrafforti rocciosi del gruppo dell’Adamello.IMG_6436

Ora la nostra ciclabile costeggia il fiume con splendide vedute, sfiora case di pietra, sosta alla pieve della Vergine a Breno, raggira il paese costeggiando il fiume. La ciclabile ombreggiata dal folto della vegetazione zigzaga e in breve ci porta al parco archeologico del santuario di Minerva, un complesso eretto in epoca romana (I° seceolo d. C.) sulle rive del fiume in prossimità di un’antica fonte sacra. Incredibile la dimensione e la ricchezza del santuario sperduto sulle rive del fiume, ma ci da un’idea dell’importanza strategica della valle in epoche antiche. Dopo la visita, la ciclabile raggira il sito archeologico e prosegue sulla sponda del fiume sino a Cividate Camuno, importante centro dell’età romana. Dalla piazza, ove sbocca la ciclabile, risaliamo la via principale e dopo un centinaio di metri sulla destra, si entra nel complesso archeologico del teatro e dell’anfiteatro. Ritornati nella piazza la nostra strada continua sempre sulla sponda sinistra orografica del fiume, fuori paese ci riporta nel silenzio tra cascinali di pietra, mucche al pascolo e lo scorrere delle acque dell’Oglio, sino a Esine dove cambiamo sponda.IMG_6427

La ciclabile prosegue ombrata dalla vegetazione e un paesaggio che man mano assume l’aspetto di fondovalle sino all’Archeopark, un parco didattico che rievoca la vita dell’antichi abitanti camuni, prima della cittadina di Boario Terme. Famoso per le acque benefiche, Boario Terme, è assediato dal traffico che ci assale di colpo. Una deviazione sino al complesso termale potrebbe costarci poi una sorta di “caccia al tesoro” alla ricerca della nostra ciclabile che raggira il centro sportivo e si fa strada tra villette e una periferia anonima.

Tra Boario e Darfo la ciclabile supera più volte il fiume e poi più a valle ci riporta nel silenzio della campagna, ora il segnale indica la direzione di Pisogne. La nostra strada si avvicina e si allontana dalla statale, ma ben separata, a volte la sottopassiamo in brevi gallerie, ma solo per brevi tratti per poi tuffarci nel silente incanto di antiche cascine, di stalle e di campi in coltivo. Un andirivieni tra passato e presente. Sfioriamo Artogne e Pian Camuno, ci inoltriamo nel verde intenso per poi sbucare alla periferia di Pisogne, ma prima di arrivare al traguardo la ciclabile ci porta in fronte alla chiesa della “Longa” o Santa Maria della Neve, uno scrigno d’arte con il ciclo di affreschi cinquecenteschi eseguiti da Girolamo Romanino. Un ultimo regalo donato dello splendido itinerario in bicicletta nella valle dei Camuni.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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