Peloponneso– Kyparissi, ultima tappa. In una baia solitaria all’ombra della cappella di San Giorgio Kyparissi non è un’isola. Ma è come se lo fosse. E’ adagiata in una baia della penisola lacedemone fra Monenvasia a sud e Nafplio a nord. A 30 miglia verso est, nelle giornate più limpide, vedi la prima isola del Saronico, Spetzes. Kyparissi è come un’isola perché solo una strada, in molti tratti per audaci, la raggiunge attraversando i monti della Laconia. E lì finisce.

Kyparissi - paeseIl vecchio villaggio ha poche casette nel tipico stile greco, tutte bianche con le imposte azzurre. Ci sono un paio di taverne aperte solo d’estate e nel fine settimana, un piccolo bar, un negozio che è alimentari, fruttivendolo, tabaccaio, ferramenta. Fine.

Un’ampia spiaggia si allunga a nord del paese.

George è sul molo mentre ci avviciniamo con il gommoncino. Ci saluta in perfetto inglese. Ha voglia di chiacchierare con qualche forestiero. Inizia l’interrogatorio. Da dove venite, cosa fate, dove andate, quanto vi fermate. Massimo svicola, io mi fermo a chiacchierare, come sempre d’altronde. George è nato qui a Kyparissi. L’ha lasciata che era ancora un ragazzo e ha trascorso la vita in California, vicino a San Francisco. Una vita da emigrante, come tanti greci, con un unico desiderio nel cuore: tornare a casa. E così ha fatto. Ha sistemato la casa di sua madre e ora vive qui. Pesca, passeggia, fa il bagno, chiacchiera con i pochi turisti che si fermano, passa di tavolo in tavolo nell’unico bar ora aperto. Bella vita.

Abbiamo buttato l’ancora in una piccola baia a nord del villaggio. Ospiti di San Giorgio e della sua candida cappella: accendi un lume tu che passi se i pescatori non l’avessero già fatto. Siamo soli anche qui. Tre barche si sono fermate nella baia a nord. Altre due si sono sistemate alla banchina del villaggio. Davanti a San Giorgio solo noi.

La notte che avanza annuncia un temporale. Nuvole come panna e altre scure scure nascondono lampi improvvisi e tuoni che si sentono ancora lontani. E’ tempesta laggiù. Ma sopra di noi il cielo è stellato.

Alle 10 di sera un vento furioso, a raffica, ci investe da nord. MaKyparissi san giorgiossimo sistema meglio l’ancora. Quaranta sono ora i metri di catena. A poppa lasca un poco la cima azzurra che ci lega alla riva di San Giorgio. Poi resta in pozzetto a vedere come evolve. Le raffiche durano solo un paio d’ore. Nessuna goccia di pioggia ci bagna. Verso mezzanotte una luna calante illumina la baia. I lampi sono scesi dietro le montagne e il vento se ne è andato a dormire. La mattina seguente sarà un paradiso; quelle raffiche e quel temporale lontano hanno cancellato l’umidità dello scirocco degli ultimi giorni.

Il nostro viaggio attorno al Peloponneso finisce a Kypirissa. Verranno giorni in cui rimpiangerò l’animo selvaggio e ardito del Peloponneso.

La prua di Zara ora guarda a nord est, verso il Saronico: Spetzes, Docos, Hydra, Poros, per ultima Aegina. Ma questa, forse, sarà tutta un’altra storia.

Macri Puricelli
Nata e cresciuta a Venezia, oggi vivo in mezzo ai campi trevigiani. Fra cani, gatti, tartarughe, tre cavalle e un'asina. Sono laureata in filosofia e faccio la giornalista da più di trent'anni fra quotidiani e web. Dal 2000 mi occupo della comunicazione on e offline di Cassa Padana Bcc e dallo stesso anno dirigo Popolis. Quanto al resto...ho marito, due figli e tanti tanti animali.