Padernello, Brescia. “Panta rei”, tutto scorre, era la sintesi del filosofo greco Eraclito, ma forse il senso del muoversi, del viaggiare è ancora più antico, endemico dell’uomo sin dagli albori. L’orizzonte da raggiungere, a piedi o con la mente, è comunque un viaggio per raggiungere un altro mondo, fisico o metafisico.

Dopo il successo della altre edizioni torna al Castello di Padernello la V edizione della rassegna “L’uomo in viaggio”. Dal 7 al 29 settembre, alle ore 21 con ingresso libero

Il tema della V edizione si concentrerà su paesaggi materiali immaginari, quattro incontri per indagare l’interazione tra lo spazio e l’umano nella sua dimensione più intima e profonda. Una sfaccettata indagine sul tema del paesaggio inteso come punto di contatto tra realtà materiale e immaginaria.

“Non si può discendere due volte nel medesimo fiume e non si può toccare due volte una sostanza mortale nel medesimo stato, ma a causa dell’ impetuosità e della velocità del mutamento essa si disperde e si raccoglie, viene e va” scrisse Eraclito in merito all’ eterno divenire della realtà.

Si va alla scoperta del senso del viaggio:

Giovedì 7 settembre con Franco Arminio. Poeta, scrittore, regista che ama definirsi paesologo. Arminio propone una nuova pratica di viaggio: un turismo della clemenza, dove svago e impegno civile si intrecciano, dove i luoghi non si vedono semplicemente, ma si ascoltano. Tra le sue pubblicazioni troviamo Geografia commossa dell’Italia interna (Mondadori 2013), e la raccolta di poesie Cedi la strada agli alberi (Chiarelettere 2017).

Giovedì 14 settembre con Filippo Minelli. Artista contemporaneo, è pioniere in Italia della “street art”, continua poi una ricerca fondata sull’estetica della protesta. Nel 2011 si concentra in maniera metodica sulla sua terra di origine dedicandosi alla documentazione e alla concettualizzazione del paesaggio del nord Italia. Nasce così il progetto di ricerca visiva Padania Classics.

Venerdì 22 settembre con Funne. “Siamo un gruppo nonne di un paesino di montagna. Non abbiamo mai visto il mare e ci vogliamo andare tutte insieme.” così si descrivono le funne  (donne) di un piccolo paesino sui monti della Val Daone. Katia Bernardi racconta i desideri le speranze, le avventure di questo gruppo di ragazze trentine tra i settanta e gli ottant’anni che sogna il mare. Una meravigliosa favola contemporanea.

Venerdì 29 settembre con Michelangelo Frammartino. Regista e artista visuale. Autore de Le quattro volte, un racconto che segue il ciclo vitale di un uomo, di un animale, di un vegetale e di un minerale “in una visione poetica della natura e delle tradizioni dimenticate di un luogo senza tempo”. Realizza Alberi, una videoinstallazione dedicata la rapporto tra natura e ritualità.