Caro Mario, io sono Eleonora B. e abito a Fiorano sul Serio. Io sono orgogliosa di correre veloce, corro veloce come il vento. Quando a volte ho voglia di correre chiamo delle mie amiche, facciamo delle gare e vinco quasi sempre io.

Risponde Mario Lodi
Cara Eleonora, quando insegnavo avevo una scolara che , come te, era veloce e vinceva sempre lei tutte le gare di corsa . Gli altri bambini, quando andavamo al campo sportivo a fare le gare, un giorno decisero di non correre più se c’era lei. Una sua amica le disse: “Tu vinci perché il tuo corpo è agile, è un dono della natura. Perché non facciamo le gare misurando con il cronometro il tempo impiegato nella corsa? Se ci alleniamo e riusciamo a migliorare il nostro tempo, siamo anche noi vincitori. Se invece tu, che sei veloce come il vento non migliori il tuo tempo, non hai vinto”.

La proposta fu accolta e cominciammo un nuovo modo di gareggiare, non contro gli altri più deboli ma contro i propri limiti. Ogni bambino aveva una cartella con i suoi record: vinceva se, con l’allenamento, lo migliorava. E ricordo che specialmente quelli che nelle gare di gruppo arrivavano agli ultimi posti, erano felici quando miglioravano il record, e da vincitori ricevevano l’applauso da tutti. Tu che ne dici, può essere un’ idea buona ?