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Cremona. Avviata nel 2015, la Banca dell’Acqua, a due anni dalla sua costituzione, è ora il tempo di bilanci per valutare i risultati ottenuti dalla attività, finita la fase di sperimentazione, diviene un progetto pilota in Europa, che si avvia a diventare punto di riferimento del terzo settore in provincia di Cremona.

Di cosa si tratta? Banca dell’Acqua è nata da un’idea di Padania Acque con il coinvolgimento dei soci-azionisti, cioè i comuni della provincia, e delle realtà territoriali del terzo settore, è una fondazione no-profit che agisce come una “Società di Mutuo Soccorso” con le stesse finalità di una “Banca etica” e non come un istituto bancario.

Le persone che si trovano momentaneamente in una situazione di fragilità, dovuta a disagio economico, lavorativo, familiare e personale, possono usufruire di “aperture di credito o conti corrente dell’acqua”, non di denaro, che onorano con ore di lavoro a favore della comunità attraverso la disponibilità ad effettuare servizi e progetti socialmente utili. Ciò comporta che, in caso di mancato pagamento delle bollette da parte di questi soggetti in difficoltà, non ci sia nessuna interruzione di fornitura di acqua potabile, condizione che sarebbe foriera di ulteriori disagi.

L’obiettivo dunque è duplice: contrastare il fenomeno della morosità incolpevole e garantire l’erogazione del servizio agli utenti non in regola con i pagamenti. Per ripagare i conti corrente, ai beneficiari è stato richiesto l’impegno di prestare ore di lavoro a beneficio della collettività, come quelle di aiuto-cantoniere, addetto alla cura del verde, alla pulizia presso uffici, ambulatori e aree delle amministrazioni pubbliche, nonché piccole mansioni legate alla manutenzione. La retribuzione oraria simbolica, stabilita in 10 euro, viene convertita in fornitura d’acqua.

Dopo due anni il progetto può vantare una valutazione più che positiva determinata soprattutto dalla fase di sperimentazione grazie alla quale diciotto persone in condizione sociale di morosità incolpevole hanno risolto il loro debito nei confronti di Padania Acque, per un totale di oltre 26mila euro. Un ottimo risultato e una buona notizia per un’iniziativa che rappresenta un vero e proprio progetto pilota nell’ambito dell’idrico e un modello per l’Europa.

Gli enti di riferimento territoriali che hanno permesso a Fondazione Banca dell’Acqua di interfacciarsi con le comunità locali per l’identificazione dei lavori socialmente utili sono: Comunità Sociale Cremasca a.s.c., Consorzio Casalasco, Comune di Cremona e Azienda Sociale del Cremonese. Il progetto ha previsto quindi l’attività sinergica tra i quattro enti di riferimento e i Servizi Sociali dei diversi comuni della provincia di Cremona, suddivisa nei distretti del cremasco, del cremonese e del casalasco.

Gli operatori dei servizi sociali individuano gli utenti bisognosi di aiuto per provvedere successivamente, in collaborazione con gli enti locali, alla assegnazione dei lavori socialmente utili.

Se il 2017 si è concluso in modo positivo, gli obiettivi fissati per il 2018 sono ancora più ambiziosi: ai 21 progetti in corso, che si prevede di chiudere entro qualche mese, se ne dovrebbero aggiungere altri, tanto da arrivare, secondo Angelo Mantovani, presidente di Fondazione Banca dell’Acqua, alla risoluzione di circa una quarantina di casi di morosità incolpevole.

«Banca dell’Acqua – spiega Mantovani – è una Fondazione etica che aiuta e riabilita le persone in difficoltà, estinguendo il loro debito verso Padania Acque. Ciò avviene attraverso servizi e progetti a beneficio della collettività e del territorio. Il risultato è che l’iniziativa è potenzialmente in grado di restituire alle persone coinvolte un forte senso di dignità, facendole sentire utili, nonostante il momento di difficoltà».

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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