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Cremona. E’ un viaggio sulla biodiversità la mostra “La bella differenza” da poco inaugurata al museo di Storia Naturale di Cremona in occasione della Giornata mondiale della Biodiversità del 22 maggio scorso. Si tratta di una esposizione di immagini che sono il frutto di anni d’impegno e di passione foto-naturalistica di un folto gruppo di fotografi che hanno lavorato su un tema che riguarda tutti e richiama l’importanza di tutelare la straordinaria ricchezza costituita dalle specie viventi sulla terra.cigno  2

In tale occasione, anche quest’anno si rinnova la collaborazione tra il Museo di Storia Naturale e il Parco Adda Sud proprio sulle tematiche della conservazione e tutela del territorio. La mostra rimarrà aperta al pubblico sino a domenica 30 agosto, dal martedì alla domenica dalle 10.00 alle 17.00. il museo di Storia Naturale si trova in via Ugolani Dati, 4, l’ingresso è gratuito.

Nella mostra si possono ammirare molti esempi degli ambienti tipici del Parco Adda Sud: le zone umide, i canneti, le lanche e le morte, testimonianza della grande vitalità del fiume. Poi alcune specie presenti in aree naturalistiche protette come la riserva di Torrile, il Delta del Po, il Parco dei Monti Lessini e la riserva di La Cona nel Friuli.folaghe

Quindi uno spazio “denuncia” riservato ad alcuni luoghi particolarmente compromessi, come zone marginali di città e ambienti critici per il loro degrado, poveri di biodiversità, che ci segnalano l’assenza di un modello culturale che consideri l’integrità ambientale un valore in sé. Infine l’invasione delle specie aliene. La loro presenza è segno d’impoverimento e squilibrio dell’ambiente naturale. Lo sguardo è poi allargato su alcune specie presenti in aree geografiche apparentemente lontane da casa nostra. Sono luoghi il cui valore ambientale rafforza la convinzione che è una buona cosa avere tanta ‘bella differenza’, la cosiddetta biodiversità.

Il Parco Regionale Adda Sud tutela un’area di circa 24.000 ettari lungo quasi tutto il corso inferiore del Fiume Adda, tra le Province, Lodi e Cremona. L’elemento caratterizzante dell’Area Protetta è sicuramente il fiume che, nei millenni, ha costruito e modellato il territorio. La ricchezza di acqua, proveniente direttamente o indirettamente dal fiume, ha determinato la vocazione agricola del territorio. Fin dai tempi antichi, infatti, l’uomo ha coltivato e allevato sulle terre dell’Adda, bonificando i terreni e canalizzando le acque. La maggior parte del territorio del Parco è a vocazione agricola mentre i boschi occupano il 4,3% della superficie del Parco, una percentuale ridotta, certamente da incrementare, ma che costituisce un importante patrimonio in un’area molto antropizzata come la Pianura Padana.

bella differenza locandina

Circa l’1,5% del territorio del Parco è poi caratterizzato dalla presenza di aree umide che, seppur di piccole dimensioni, rappresentano una straordinaria riserva di biodiversità di valore storico e naturalistico: la Riserva Naturale dell’Adda Morta e la Lanca della Rotta presso il Comune di Castiglione d’Adda e Formigara; la Zerbaglia, un’importante zona umida presso i Comuni di Turano, Cavenago d’Adda e Credera Rubbiano; la Lanca di Soltarico, che è stata oggetto di un importante ripristino ambientale nell’ambito di un progetto Life, e la Morta di Cavenago d’Adda. Una tale varietà di ambienti costituisce una notevole riserva di biodiversità per le specie vegetali e animali.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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