Brescia – Apre il sindaco, l’on. Emilio Del Bono, argomentandone l’edizione, realizzata dalla “Compagnia della Stampa”, con il titolo “Brescia – Bellezza Sorprendente – Breathtaking beauty”, spiegando, fra l’altro, nella sua prefazione: “Passato e presente si fondono per le strade in un’armonia architettonica data dall’incontro di diversi stili. Il risultato è una città dai tanti volti, dalle molte anime. Questo libro vuole essere un percorso che porta chi legge a scoprire Brescia, a conoscere la sua grande bellezza, a perdersi nei suoi panorami”.

Prosegue il critico d’arte Paolo Bolpagni, autore e curatore della medesima pubblicazione, specificandone, pure, della località stessa trattata, una illuminante ed una caratteristica visione d’immediata e di riassuntiva rappresentazione: “Una città con due cattedrali, con due palazzi del potere civico (il Broletto e la Loggia) con tante chiese e palazzi, con ben quattro piazze nel raggio di poche centinaia di metri, con una scoscesa altura al proprio centro, sormontata da un magnifico bastione e ricoperta su una delle sue pendici – caso pressochè unico – da un vasto vigneto (nel bel mezzo del centro storico!)”.

Aspetti che si legano insieme ad altri, in un intreccio corrispondente alla possibile perlustrazione di quanto meglio appaia sul posto di strutturalmente confacente a quelle riconosciute attrattive culturali, mediante le quali, il capoluogo bresciano gravita, come satellite esorbitante dalla propria stessa realtà territoriale, nella più vasta ottica di una tipicità di genere che risulta di fatto condivisa in seno ad una serie di compenetrate caratterizzazioni aderenti alla misura valoriale ed alla stima storica che vi sono connesse, proporzionandosi insieme, ad esempio, a “una straordinaria cattedrale “Rotonda”, costruita nell’XI secolo sul modello dell’originaria Basilica del Santo Sepolcro di Gerusalemme”, riferendosi ad una città “posta a mezzo tra Lombardia e Veneto, Tra Milano e Venezia, tra montagna e pianura” dove, fra le altre amenità, vi si colgono i profili “dell’imponente Duomo Nuovo (la cui cupola, per altezza, nella Penisola cede lo scettro soltanto a San Pietro e alla fiorentina Santa Maria del Fiore)” ed anche “l’architettura Littoria di piazza Vittoria (con quello che fu il primo grattacielo d’Italia)”, come pure “gli Spedali Civili, straordinario esempio architettonico e urbanistico, oltre che di qualità della sanità pubblica”.

brescia_bellezza_sorprendenteIn trecentoventi pagine illustrate, numerose immagini selezionate si prestano al ruolo divulgativo di emblematiche e di metaforiche vetrate che, di questo robusto volume, ne delineano cromaticamente la ricca sequenza fotografica di un’accurata stampa elegante, nell’alto spessore dimensionato in un monumentale formato, secondo un efficace lavoro narrante, sviluppato in un significativo “itinerario visivo che parte dall’antichità per arrivare all’oggi”, avvalendosi, in una fedele attinenza con uno sguardo presente, non estraneo, però, anche ad interessanti ricostruzioni storiche, della collaborazione dei fotografi Marco e da Matteo Rapuzzi, funzionali alla suggestiva qualità delle immagini didascaliche complementari alle parole sia di Franco Robecchi, eclettico ricercatore e studioso, in particolar modo, di storia architettonica ed urbanistica, autore della parte nel libro relativa a “La Loggia di Brescia”, che di Paolo Bolpagni, vincitore nel 2013 del “Premio Sulmona” come migliore storico dell’arte italiano per quell’anno, attraverso una metodica carrellata di documentate proposte di lettura iconografica, contraddistinta dal rispettivo testo a fronte in inglese, mediante le quali molteplici informazioni si materializzano, fra l’altro, nelle puntuali precisazioni di riferimento, circa il patrimonio culturale cittadino, attestato anche dal fatto che, ad esempio: “Dal mese di maggio 2015 Brescia ospita il più grande e importante sito archeologico d’età romana ubicato a nord della capitale: il Tempio Capitolino (detto anche Capitolium) in piazza del Foro, la Quarta cella del santuario d’epoca repubblicana, il vicino teatro addossato alle pendici del colle Cidneo, le domus visibili all’interno del Museo di Santa Giulia; cui aggiungere anche le vestigia del poderoso colonnato dell’antico porticato orientale della platea e i resti della Basilica (o Curia), inglobati successivamente nella facciata di un palazzo di piazzetta Labus dove oggi ha sede la Soprintendenza per i beni archeologici”.

Con il supporto patrocinante del Comune di Brescia e con il rispettivo sostegno di “Brescia Centrale del Latte”, di “Fondazione ASM – Gruppo a2a” e di “Brescia Mobilità”, una sostanziosa dozzina di capitoli rappresentano, in bella grafica, il maggior assetto cittadino, esemplificativo dell’insieme urbano che è più significativo, oltre che dell’accennato palazzo comunale da cui la prospiciente piazza prende il nome, anche delle vetuste vestigia che sono riconducibili, invece, alla colonizzazione romana, al longobardo complesso claustrale di “San Salvatore – Santa Giulia”, come pure delle copiose tracce di rilievo per la resa esaustiva di una ricostruzione medioevale della loro corrispondente epoca infissa nella storia bresciana, delle numerose chiese, raffinati scrigni d’arte liturgica e devozionale, della prestigiosa biblioteca ispirata al cardinale Angelo Maria Querini (1680 – 1755), arcivescovo di Brescia, del castello, fra i meglio conservati d’Italia, dei sontuosi palazzi patrizi, detentori di imponenti architetture sopravvissute ai fatti stessi dei quali ne sono state le testimoni, dei teatri (Grande, Sociale e Santa Chiara), delle diffuse piazze, calate nella spazialità di frequentati squarci comunitari, e di una panoramica descrittiva stemperata armoniosamente sul profilo delle notizie calzate sui riferimenti visivi di un percorso storiografico documentato tra “Otto e Novecento” e pure affrontato, nella parte finale del libro, per il tramite di una chiave d’indagine divulgativa, introdotta tra gli omologhi aspetti collettivi che sono rilevati a carico di “Brescia contemporanea”.

Santa_Giulia_Brescia
Dal sito internet di Loreno Confortini

Attraverso il coordinamento editoriale di Nicoletta Rodella, il volume offre una complessiva presentazione sistematica della città della “Mille Miglia”, svelandone gli indizi d’interpretazione rintracciati in quell’affascinante approfondimento che è assicurato al lettore dalla qualificata osservazione delle più importanti prerogative culturali, confacenti, per lo più, alle varie espressioni urbanistiche strutturali, mediante le quali l’eccellenza dell’arte visiva rifulge architettonicamente nel suo ruolo universale di registro comunicativo, compenetrato da un codificato linguaggio di percezioni e di capacità compositive fattibili anche per interessanti confronti culturali.

Il compendio, illustrato e commentato, a cui questo volume risulta proporzionato, assimila in pagine pronte per una immediata e pratica consultazione di studio e di indugiante ricognizione, quelle tipiche realtà che ne catturano il possibile scibile cittadino per tutto quanto, a plurimi livelli di interesse, vi appare costituito, attestandosi, ad esempio, “nella lista dei Patrimoni dell’Unesco” per ciò che concerne, in questo caso, il complesso monastico di Santa Giulia, forte pure degli attuali quattordicimila metri quadrati di spazi adibiti ad una diversificata esposizione museale, mentre, complessivamente, la città degli antichi Cenomani dipana la quotidianità del proprio centro storico in un reticolo di operosità avvolto in un antico impianto urbanistico, pervaso, fra l’altro, da “uno stile che si pone tra il gusto barocco e un sobrio neoclassicismo, con una dominante cromatica tra il bianco, il grigio chiaro e l’azzurrino”, quando tale sfumatura c’è per le bronzee pertinenze, a corollario dell’abbondante e del grezzo medolo, pietra locale che, della materia portante, ne esplicita qui, a differenza del cotto più diffuso altrove, l’avvalorata tendenza muraria, un tempo ispirata alla sua prealpina natura territoriale che, nei sopravviventi effetti strutturali, si esplicita anche nel castello, esempio, a carattere nazionale, della sua eloquente e pregressa possanza militare.