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Cremona. Un importante esempio di collaborazione tra istituzioni a favore dell’accesso all’informazione e alla lettura, c’è questo nel progetto che vede la biblioteca della Casa Circondariale entrare nella Rete Bibliotecaria Cremonese.

Il progetto nasce dalla considerazione che le biblioteche devono essere un servizio disponibile e aperto a tutti i cittadini, compresa la popolazione carceraria, come forma di partecipazione della comunità esterna all’attività trattamentale e quale importante forma di coesione sociale. Partendo da tale presupposto, il Comune di Cremona, in qualità di capofila della Rete Bibliotecaria, nel 2017 ha avviato i primi contatti sia con la Casa Circondariale che con il CPIA, Centro provinciale per l’Istruzione degli Adulti, per valutare la possibilità di aprire una biblioteca all’interno del carcere supportata dalla consulenza della Rete Bibliotecaria.

La Direzione della Casa Circondariale ha aderito da subito alla proposta. L’Ordinamento Penitenziario (L. 354/75) stabilisce infatti che presso ogni istituto deve essere organizzato un servizio di biblioteca come risorsa importante per il trattamento dei detenuti, incoraggia a potenziare tale servizio attraverso intese con biblioteche e centri di lettura pubblici presenti sul territorio, mentre i detenuti debbono avere un agevole accesso a tale servizio.

A sua volta il CIPIA ha valutato positivamente la possibilità di collaborare a questa iniziativa alla luce anche delle linee guida del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca (MIUR) del marzo 2015 sul potenziamento delle biblioteche negli istituti di prevenzione e pena. Altro aspetto da tenere presente è che nella Casa Circondariale di Cremona è presente una sede istituzionale del CPIA che organizza, propone e gestisce attività scolastiche, formative, laboratoriali ed educative in genere.

Scopo del progetto è favorire quanto più possibile l’accesso dei detenuti alle pubblicazioni delle biblioteche dell’istituto e della Rete Bibliotecaria, alle quali la Casa Circondariale aderisce, compatibilmente con le esigenze organizzative e di sicurezza della struttura penitenziaria. L’iniziativa costituisce inoltre una forma di partecipazione della comunità esterna all’attività trattamentale, inoltre il servizio bibliotecario in carcere sarà aperto non solo ai detenuti dell’istituto ma anche a tutto il personale in servizio nella struttura di via Ca’ del Ferro: tutti potranno infatti usufruire del servizio di prestito interbibliotecario richiedendo, attraverso la biblioteca, i documenti presenti nelle 300 biblioteche della rete bibliotecaria cremonese e bresciana.

Per l’avvio del servizio la Rete Bibliotecaria ha curato gli aspetti organizzativi, di automazione e la formazione specifica sia dei docenti del CPIA attivi presso la Casa Circondariale, sia dei detenuti stessi. La Rete Bibiliotecaria seguirà tutte le attività di consulenza necessarie al corretto funzionamento delle biblioteca. Dal punto di vista operativo il servizio sarà curato da due docenti del CPIA (Elena Blasi e Aida Salanti) referenti della biblioteca e da un gruppo di detenuti formati e sostenuti in questa attività sia dalla Rete Bibliotecaria sia dai docenti del CPIA.

Un progetto importantissimo a cui abbiamo creduto molto come Comune e come Rete Bibliotecaria e al quale tanti hanno lavorato. Questa iniziativa rappresenta una sorta di finestra tra il dentro e il fuori, ma anche tra il fuori e il dentro. E’ un servizio per il territorio perché anche il carcere fa parte del territorio. E’ la cultura che cresce le persone nelle conoscenze e nelle competenze, che matura e connette la comunità e che genera processi virtuosi, di risparmio e di efficienza”, così ha commentato il Sindaco Gianluca Galimberti nel corso della presentazione.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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