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Soncino (Cremona) – E’ uno degli appuntamenti più sentiti per gli estimatori d’arte la “X Biennale di Soncino. A Marco” appuntamento di arte contemporanea inaugurata sabato 24 agosto e che rimarrà aperta al pubblico sino a domenica 29 settembre.

La rassegna è da tempo parte fondamentale del tessuto culturale dello splendido borgo: qui la storia e l’arte del passato amplificano il loro valore, fungendo da scenografie per le ricerche artistiche più contemporanee. La Biennale che si svolge negli splendidi spazi della Rocca Sforzesca, della Ex Filanda Meroni e del Museo della Stampa, è un progetto a cura di Demis Martinelli, organizzato da La Ridulada in collaborazione con il Comune di Soncino, che vedrà la presenza delle opere di 81 artisti in uno dei borghi medievali più belli d’Italia.

L’esposizione è un progetto di grande risonanza ed unico nel suo genere non essendo vincolato da un tema specifico. Quest’anno sono stati coinvolti più di 80 artisti tra cui pittori, grafici, fotografi, scultori e videomaker provenienti da Paesi tra cui Italia, Argentina, Australia, Cile, Colombia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Messico, Slovacchia, USA, tutti impegnati nella ricerca di nuovi linguaggi artistici.

In occasione di questa X edizione, la Fondazione Piero Manzoni ha prestato, per l’intera durata della mostra, la celebre opera dell’artista Piero Manzoni – nato a Soncino – dal titolo “Merda d’Artista”.

In questa occasione Soncino, come per ogni edizione dal 2001 ad oggi, si trasformerà in un grande museo a cielo aperto, inaugurando lo stesso giorno, in palazzi storici, solitamente chiusi al pubblico e perciò visitabili in quest’occasione unica, nelle vie del centro e nei cortili, trasformando la visita ad una mostra collettiva in un percorso ricchissimo di stimoli culturali e di sorprese che si snoda negli antichi quartieri. Non a caso il volantino di invito alla Biennale è strutturato come una mappa in cui sono segnalati i punti di interesse, immaginando l’intero borgo come un museo da vivere, da sperimentare, da esplorare, per gustarne appieno le bellezze.

La “Biennale di Soncino. A Marco” è nata nel 2001 per volontà di Demis Martinelli e Pietro Spoto due artisti amici di Marco, allora poco più che ventenni, che organizzarono una collettiva di pittori, scultori, installatori e studenti d’arte a loro vicini per riempire il vuoto umano e artistico che la scomparsa di Marco aveva lasciato.
Quello che sarebbe dovuto rimanere un momento espositivo unico e spontaneo, si trasformò in un appuntamento ricorrente.
Ogni edizione si è arricchita di nuove idee, nuovi luoghi e nuovi volti consolidando negli anni una propria identità artistica.

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