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Casalmaggiore, Cremona. Sabato 25 marzo alle ore 17 si inaugura la terza edizione della rassegna di mostre Grandi Bigiottieri Italiani al Museo del Bijou di Casalmaggiore. Ideata e curata dalla storica e critica del gioiello Bianca Cappello, in collaborazione con il Museo del Bijou di Casalmaggiore, presenta la mostra monografica dedicata a Carlo Zini, marchio storico tra i più significativi nel panorama della bigiotteria italiana e internazionale dagli anni settanta del novecento. La mostra resterà aperta dal 26 marzo al 4 giugno.

Divertendosi a creare bijoux fino da bambino, Carlo Zini nel tempo ha costruito un marchio amato e seguito dalle donne più belle e importanti del jet-set internazionale. I suoi bijoux sono stati pubblicati, dall’ultimo ventennio del Novecento ad oggi, nelle principali testate di moda mostrando una sempre nuova capacità espressiva, una grande abilità tecnica e una creatività tipiche del Made in Italy di alta qualità.

Bianca Cappello, la curatrice dice: “ Zini è uno scultore di luce, i suoi materiali elettivi sono i metalli tra cui predilige il rodio, inalterabile e anallergico, le resine che imitano le pietre dure come il turchese, l’onice, la giada imperiale ed il corallo, ma i veri protagonisti per i suoi gioielli fantasia sono i cristalli e gli strass che usa per realizzare bijoux iperbolici per donne forti, ironiche e sicure del proprio fascino”.

“Sono un uomo che ha avuto la fortuna di fare quello che sognava di fare.” Sono le parole del designer e artigiano produttore di bigiotteria, nato nel 1950 a Milano in una casa di ringhiera. A tredici anni impara i rudimenti del bigiottiere nel laboratorio del padre e a sedici anni entra come modellista da Diana Monili, storica azienda milanese, dove Carlo inizia un fondamentale periodo di sviluppo e formazione anche grazie all’incontro con Cathy Berberian, cantante e moglie del compositore Luciano Berio.

Cathy intuisce le potenzialità di Carlo e lo incoraggia mettendogli a disposizione ibri di arte e di oreficeria, dandogli la possibilità di studiare la sua collezione di gioielli di scena e commissionandogli alcuni lavori importanti. Anche quando è costretto ad abbandonare questo lavoro per alcuni anni a causa delle vicissitudini della vita, Zini non abbandona il suo sogno di “creare bellezza” e continua a studiare, ricercare e montare in nuova forma i vecchi bijoux rotti trovati nei mercatini del vintage e dell’antiquariato.

Istituito nel 1986 e allestito nella sede attuale dieci anni dopo, il Museo del Bijou di Casalmaggiore si trova nel piano seminterrato dell’ex Collegio Santa Croce, edificio costruito dai Padri Barnabiti verso la metà del XVIII secolo; è un museo specializzato del patrimonio storico-industriale in cui sono conservati oggetti d’ornamento e accessori prodotti dalle diverse fabbriche di Casalmaggiore tra la fine dell’Ottocento e gli anni ’70 del Novecento. Oltre alle tipologie tradizionali della bigiotteria (spille, gemelli, bracciali, cinture, orecchini, ciondoli), sono presenti portacipria, portarossetto, portasigarette, occhiali da sole, medaglie devozionali, distintivi.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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