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Manerbio, Brescia. C’è una lunga storia di rivolta femminile nella serata con Michela Zucca organizzata da Donne Oltre dal titolo “La caccia alle streghe” al teatro Bartolozzi sabato 19 gennaio alle 20,30. L’incontro è parte del programma della rassegna “ La strada per Endor”, una serie di eventi sull’universo femminile in programma sino a fine maggio.

Un’alchimia di fascino e inquietudine nel contenuto che esporrà la professoressa Michela Zucca, storica e antropologa specializzata in cultura popolare, storie di donne e analisi dell’immaginario. È considerata una delle massime esperte di stregoneria e sciamanesimo dopo aver portato avanti diversi studi antropologici sul campo dal Perù alle Alpi.

Terrà una conferenza al fine di mettere in luce il fatto che erano le donne, nelle comunità arcaiche, che curavano i malati, determinavano i tempi della festa, del piacere, della vita e della morte, amministravano il rapporto con gli spiriti, prevedevano il futuro e sapevano interpretare le voci dell’aldilà. Che iniziavano le rivolte contro il potere costituito.

Una civiltà antichissima, raffinata e complessa, che credeva ogni cosa governata da un’anima intelligente e senziente, con cui comunicare. Una cultura che, ad un certo punto, Chiesa e Stato demonizzarono e distrussero: per procurarsi schiavi da mandare in guerra, ai lavori forzati, a costruire le meravigliose città d’arte di cui siamo tanto orgogliosi. Ma il “progresso”, purtroppo, è fondato sullo sterminio. Delle donne streghe.

Michela Zucca, antropologa, ha svolto il suo lavoro di campo in Sud America, fra gli sciamani amazzonici, in Perù e Colombia. E’ specializzata in cultura popolare, storia delle donne, analisi dell’immaginario. Da più di dieci anni si occupa di formazione, europrogettazione e sviluppo sostenibile in comunità rurali marginali, soprattutto alpine, come consulente  di amministrazioni  comunali e regionali, enti pubblici e privati, enti di formazione. Ha fondato la Rete delle donne della montagna. Ha fondato il  gruppo  di ricerca di Ecologia umana e di Economia identitaria al Centro di ecologia alpina  di Trento. Ha diretto i progetti europei e insegnato in diverse università. Attualmente sta lavorando col Ministero della Pubblica Istruzione sulla scuola di montagna. Tiene seminari di antropologia all’Università della Svizzera Italiana, ai corsi per operatori sociali.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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