Tempo di lettura: 3 minuti

In cammino per le montagne la Carovana delle Alpi 2021, è iniziata a metà luglio la campagna d’informazione di Legambiente per guidare i cittadini alla scoperta del territorio alpino, tra trekking, incontri e convegni fino a ottobre. La Carovana è pronta a piantare le Bandiere Verdi nei luoghi, rifugi, borghi, piccole imprese che hanno messo in atto pratiche innovative e di qualità nell’arco alpino premiate dall’associazione con la Bandiera Verde.

Legambiente: “Servono amministrazioni e visioni altrettanto innovative perché la montagna assuma nuova centralità in risposta alla crisi climatica, nell’uscita dal Covid e nella transizione ecologica”.

Tra le esperienze insignite del vessillo verde, le storie di giovani imprenditori e imprenditrici che puntano su tecnologie e valorizzazione dell’esistente nel ritorno in terra d’origine. Vessillo nero per tanti progetti di turismo invernale senza futuro, che mettono a rischio i fragili ecosistemi montani.

Sempre più Bandiere Verdi sventolano sull’arco alpino. Cresce, anche nel 2021, il numero dei vessilli assegnato da Legambiente alle pratiche innovative e alle esperienze di qualità ambientale e culturale dei territori ad alta quota: sono ben 18 quest’anno, il doppio delle nove Bandiere Nere simbolicamente conferite, invece, alle pratiche dannose che provocano lacerazioni nel territorio montano.

A raccontarne la genesi, gli impatti in positivo e in negativo sulle comunità e sull’ecosistema è la nuova edizione del rapporto di Legambiente “Carovana delle Alpi”, presentata oggi in concomitanza con la partenza dell’omonima campagna d’informazione itinerante che, fin dal 2002, guida i cittadini alla scoperta del territorio alpino. Anche in questa stagione, e fino al mese di ottobre, in programma passeggiate, trekking, incontri e convegni organizzati dai circoli locali e regionali di Legambiente.

Sono storie incentrate sul superamento delle disuguaglianze territoriali tra città e aree interne e sul riequilibrio dei flussi basato sul rispetto e sulla valorizzazione delle peculiarità dell’ambiente montano, quelle premiate dalle Bandiere Verdi 2021, così distribuite: cinque in Piemonte, due in Valle d’Aosta, una in Lombardia, tre in Alto Adige, due in Trentino, due in Veneto, tre in Friuli Venezia Giulia. Storie che hanno per protagonisti i più giovani e il loro ritorno alla terra d’origine, la strenua difesa di un patrimonio unico minacciato dalle azioni dell’uomo e/o dagli effetti dei cambiamenti climatici, l’attenzione alla biodiversità e alla vocazione dei territori, lo sviluppo di attività imprenditoriali inclusive e sostenibili.

Esattamente la metà, le Bandiere Nere distribuite da Legambiente,due in Piemonte, una in Lombardia, una in Alto Adige, una in Trentino, una in Veneto, due in Friuli, che segnalano, d’altro canto, i sempreverdi tentativi di affermazione di modelli di turismo e sfruttamento del territorio ormai fuori dal tempo, del tutto incompatibili con gli obiettivi di sviluppo sostenibile essenziali per il futuro delle nostre Alpi.

Le 18 buone pratiche premiate quest’anno da Legambiente si aggiungono a quelle degli anni precedenti per un totale di 226 Bandiere Verdi. Una vera e propria rete che dal 2002 è andata a rafforzarsi lungo tutto l’arco alpino: “Quello rappresentato dalle Bandiere Verdi è un campione significativo che ci consente ormai di individuare gli indicatori di successo utili a perseguire la via della transizione ecologica anche in montagna. Una nuova dimensione dello sviluppo, in cui persone e comunità dimostrano capacità inedite e risorse per affrontare imprevisti e criticità, ultima anche la crisi scaturita dalla pandemia da Covid-19 – osserva Vanda Bonardo, responsabile di Legambiente Alpi – Anno dopo anno, vanno a delinearsi delle specificità su cui far leva che si traducono in forme d’innovazione locale. In questo processo, naturalmente, è fondamentale il ruolo dell’amministrazione pubblica locale, alla quale si chiede di essere altrettanto innovata e innovativa”.

Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.