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Lodrino, Brescia. Si arricchisce di un nuovo spazio museale il museo Etnografico della Val Trompia: domenica 12 novembre alla frazione di Invico di Lodrino una grande festa, alle ore 11.00, per l’inaugurazione della “Casa del Contadino”.  

L’immobile è ora fruibile al pubblico grazie al progetto “AgricUltura in Valle Trompia: la filiera agroalimentare del formaggio tra vita rurale e realtà virtuale”, ha visto tra i partner l’Associazione Museo Etnografico di Lodrino e il Consorzio Nostrano Valtrompia DOP., il Comune di Lodrino capofila del progetto e la Comunità Montana. Un progetto fortemente creduto il Comune di Lodrino, la Comunità Montana di Valle Trompia, attraverso il Sistema dei Beni Culturali e Ambientali e l’Area Ambiente e Agricoltura e l’Ecomuseo di Valle Trompia “la Montagna e l’Industria”.

Domenica 12 novembre sarà quindi l’occasione per visitare la struttura e scoprire, fino alle ore 18,  l’allestimento multimediale della Casa del Contadino, finalizzato a riscoprire la tradizione e, allo stesso tempo, a valorizzare l’attuale filiera locale del formaggio, con un’applicazione dedicata che permette di dare voce alla vita contadina di ieri e di oggi approcciandosi in modo diretto agli spazi e agli oggetti. I beni esposti provengono per la maggior parte dalla collezione del Museo Etnografico di Lodrino, ma alcuni di essi sono stati gentilmente concessi dalla Famiglia Rizzini di Aleno (Marcheno).

Il viaggio nella storia della lavorazione del formaggio e del legame con la tradizione contadina prosegue poi nel Museo Etnografico, aderente al Sistema Museale di Valle Trompia, situato a pochi metri dalla Casa Contadina, dove è stata allestita una sezione fotografica dedicata alla caseificazione, con numerose foto storiche provenienti dall’Archivio fotografico del SIBCA della Comunità Montana.

Infine, verrà presentata ufficialmente anche “trida” (nome dialettale che indica lo strumento di frangi cagliata), l’opera artistica che funge da elemento identificativo della Casa del Contadino, realizzata da Simone Maffia di Montichiari, risultato vincitore di un bando di concorso pubblico promosso dalla Comunità Montana.

La  “Trida”, ben visibile all’esterno della Casa del Contadino, rappresenta appunto lo strumento che viene utilizzato durante una delle fasi del processo di realizzazione del formaggio: quello di frantumazione della cagliata. L’opera è una scultura, alta complessivamente 4,60 metri, composta da due elementi: un blocco pieno in marmo di Botticino di cm 80x80x60, che raffigura la “cagliata”, e un tubolare in ferro alto 4 metri, trattato con verniciatura a polvere effetto corten. Completano il tutto alcuni spezzoni di tubolare collocati sui fianchi del blocco di marmo, a perfezionare l’effetto visivo di una trida parzialmente inserita nella cagliata.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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