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Amatrice, Rieti. Una stretta di mano tra gente di montagna, una promessa mantenuta! È stata inaugurata sabato 16 novembre la Casa della Montagna di Amatrice, in ogni mattone c’è un atto di lealtà dei soci del CAI, da nord a sud Italia, e dell’Anpas, come contributo alla ripresa sociale dopo il terremoto. Un luogo che vuole contribuire in modo determinante alla ripresa di un territorio che il sisma ha devastato, dimostrando che non tutto è perduto, che è possibile ricominciare e che la solidarietà non è solo una definizione teorica.

La Casa della Montagna è stata ideata da Cai e Anpas con l’obiettivo di ripartire dopo il terremoto proprio attraverso la montagna, la sua conoscenza e la sua frequentazione, con la convinzione che quanto realizzato sia espressione significativa dello spirito di solidarietà che pervade le due associazioni nazionali. Costruita dove c’era la Scuola Romolo Capranica distrutta dal terremoto, la Casa della Montagna intende diventare l’edificio simbolo delle montagne della rinascita.

La posa della prima pietra è avvenuta l’11 dicembre 2018, proprio in occasione della Giornata Internazionale della Montagna, mentre il 22 settembre scorso si è tenuta la festa di fine lavori. “Fino a ieri era soltanto un sogno, sembrava un’illusione. Eppure ora la Casa della Montagna è realtà“, afferma il Presidente generale del Cai Vincenzo Torti. “Se è vero che la montagna è casa nostra, ora possiamo dire che la montagna ha anche una casa fisica, una casa che si trova ad Amatrice. Le sue porte si apriranno per tutti coloro che vogliono restare, per quelli che ancora cercano ragioni per continuare a vivere su questi monti e per accogliere chi verrà da lontano”.

“La Casa della Montagna sarà una struttura fondamentale per la valorizzazione della bellezza delle nostre montagne, che forse è l’unica ricchezza che ci è rimasta” Con queste parole il sindaco di Amatrice Antonio Fontanella ha aperto la cerimonia di inaugurazione della Casa della Montagna di Amatrice.

La Casa della Montagna è un edificio permanente realizzato con tecniche di bioedilizia e priva di barriere architettoniche: su due piani con ascensore, ha al suo interno una sala multimediale per conferenze, una zona per l’arrampicata boulder, una biblioteca, la sede della Sezione locale del Cai, una cucina e uno spazio per il ricovero dei mezzi del Soccorso Alpino e Speleologico del Cai. Al piano superiore sono presenti una camerata (12 posti letto a castello) e bagni con doccia, che rendono l’edificio un posto tappa per gli escursionisti che stanno percorrendo il Sentiero Italia CAI (che passa proprio da Amatrice) o altri itinerari.

Nella Casa della Montagna si farà formazione e informazione, a cominciare dai corsi delle Sezioni italiane del Club Alpino. Ma ci saranno anche progetti con le scuole di Amatrice e incontri legati alle più importanti attività di solidarietà e di pubbliche assistenze, tra cui il coordinamento della Protezione Civile in caso di calamità.

Realizzata da un’impresa locale di Amatrice, la Casa della Montagna è frutto della generosità non solo dei Soci del Cai e di Anpas, ma anche di tanti soggetti che hanno dato un contributo: tra questi, Itas Solidale che ha realizzato la sala boulder per l’arrampicata e Montura che ha messo in posa un pavimento con la Carta dei Sentieri di Amatrice.

Nei prossimi mesi è prevista la sistemazione dell’area antistante al portico, con la realizzazione di un piccolo anfiteatro all’aperto e pareti di arrampicata sulle due ali del prospetto principale.

Dopo il taglio del nastro i presenti hanno potuto visitare la Casa, ammirando le fotografie della mostra dedicata al grande alpinista Riccardo Cassin e la carta dei sentieri di Monti della Laga riportata sui pavimenti. Infine i più piccoli hanno provato le pareti della palestra di arrampicata indoor. Ora la Casa della Montagna sarà donata al Comune di Amatrice, che stipulerà un’apposita convenzione con il CAI locale, che provvederà a gestire la struttura.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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