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Modena. Inaugura sabato 22 ottobre nell’ambito di NODE festival, “605 prepared dc-motors, cardboard boxes”, prima mostra personale in un museo italiano dell’artista svizzero Zimoun, noto per le sue opere che uniscono sound art e architettura degli spazi. Preview per la stampa giovedì 20 ottobre dalle ore 11.00.

La mostra, a cura di Filippo Aldovini, è organizzata e prodotta da Galleria civica di Modena e Fondazione Cassa di Risparmio di Modena in collaborazione con Associazione Lemniscata e fuse*.

L’esposizione coinvolgerà le cinque sale della Palazzina dei Giardini di Modena, ciascuna delle quali sarà abitata da un’installazione cinetica costruita con materiali semplici – scatole di cartone, sfere di cotone, cavi di metallo, legno – e corredata da sistemi meccanici che generano suoni e rumori. Complessi organismi viventi in grado di abitare lo spazio in cui vengono allestiti per mezzo di un sottile e mai banale rapporto tra suono e volumetria circostante.

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198 prepared dc-motors, wire isolated, cardboard boxes 30x30x8cm, Zimoun

Zimoun (1977, Berna) vive e lavora a Berna, in Svizzera. E’ un artista conosciuto per le sue sculture sonore, architetture e installazioni che uniscono materie prime industriali, come scatole di cartone, sacchetti di plastica, o vecchi mobili, con elementi meccanici come motori, cavi, microfoni, altoparlanti e ventilatori. Di recente le sue opere sono state esposte al Nam June Paik Art Museum in Corea; Kuandu Museum of Fine Arts, Taipei; Ringling Museum of Art, Florida; Harnett Museum of Art, Richmond, e in molti altri musei nel mondo.

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240 prepared dc-motors, cardboard boxes 60x20x20cm, Zimoun

Attraverso oggetti industriali di uso comune e costruzioni minimaliste, Zimoun esplora il ritmo meccanico, la tensione tra i modelli ordinati del Modernismo e la forza caotica della vita. Nel suo lavoro si riuniscono le competenze dell’ingegnere, dell’architetto, dell’artigiano, del ricercatore, dell’arrangiatore e del direttore d’orchestra.

Autodidatta, ossessionato dalla semplicità degli oggetti, dai movimenti e dai suoni generati da essi, continua a opporsi stoicamente alla dittatura dei nuovi media e della tecnologia, ricordandoci come l’artista possa trasformare la percezione di ciò che ci circonda.

Attraverso l’utilizzo volontario di titoli che descrivono le sue opere semplicemente come un elenco dei materiali e delle componenti meccaniche utilizzate, le sculture sonore di Zimoun richiedono all’osservatore un ulteriore sforzo di immaginazione, rendendolo attivamente partecipe nel completamento dell’opera stessa.

Nelle mie opere si ascolta ciò che si vede. Così la relazione tra i materiali, il movimento e il suono è chiara ed essenziale.” – Zimoun.

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186 prepared dc-motors, cotton balls, cardboard boxes 60x60x60cm, Zimoun

NODE è un festival che da otto anni si dedica all’incontro delle arti visive con la musica, le arti performative, il cinema e le nuove tecnologie. Una manifestazione di grande importanza all’interno del calendario eventi della città grazie al suo carattere unico, capace di attirare in importanti luoghi culturali come la Galleria civica e il Teatro Storchi un pubblico proveniente da tutta Italia per assistere ad anteprime nazionali.

Durante il festival la città diventa teatro di installazioni interattive, creazioni di artisti e sound-designer frutto di un’accurata ricerca di opere ed autori provenienti da tutto il mondo riconosciuti tra i più grandi esponenti della sensibilità digitale contemporanea.

La prossima edizione di NODE si terrà il 10, 11 e 12 novembre. NODE è una produzione Lemniscata realizzata in collaborazione con fuse* grazie al contributo dell’Assessorato alla cultura del Comune di Modena e della Regione Emilia Romagna.

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