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Mantova. La città dei Gonzaga torna ad essere capitale del Rinascimento attraverso una mostra: Costruire, abitare, pensare, Sabbioneta e Charleville città ideali dei Gonzaga”, dedicata alle città ideali e al prestito di un’opera d’eccezione: la Città ideale proveniente dal Palazzo Reale di Urbino. Domenica 18 febbraio Sabbioneta, nella splendida cornice del teatro all’Antica, alle ore 16 organizza una conferenza sulla mostra con la presenza delle autorità e dei curatori. 

Accolta nel castello di San Giorgio, sino al 2 aprile, l’esposizione vedrà dialogare la Camera Picta del Mantegna e il capolavoro del Laurana: due opere-simbolo che per la prima volta potranno essere ammirate in un’unica sede espositiva, riportando nella città dei Gonzaga il cuore della riflessione sul Rinascimento e sul tema della città ideale.

Un tema approfondito nel percorso della mostra con uno sguardo ampio, dalla trattatistica cinquecentesca fino ai giorni nostri e due focus dedicati alle città di fondazione dei Gonzaga: Sabbioneta in Italia e Charleville in Francia.

La mostra pone l’accento, per la prima volta, intorno alle città ideali dei Gonzaga, ovvero ai due centri urbani realizzati sostanzialmente ex novo nel giro di un cinquantennio da due figure emblematiche quali Vespasiano Gonzaga, signore di Sabbioneta, e Carlo I Gonzaga Nevers, duca di Nevers, Rethel, poi anche di Mantova e del Monferrato, e fondatore di Charleville, in Francia.

Il concetto prende vita da una riflessione sul significato della città ideale, che è stato un momento altissimo di filosofia nel cuore del Rinascimento, con esiti fondamentali nelle lettere e nelle arti. Per questo motivo il primo ambiente dell’esposizione vuole essere un confronto tra alcune opere di straordinaria importanza anche per comprendere questo valore fondante che è alla base dei cantieri di Sabbioneta e Charleville: la Città ideale di Urbino, dipinto imprescindibile per la storia dell’arte, accompagnato da alcuni testi chiave per approfondire il pensiero che sta alla base di questa visione urbanistica.

Le sale successive si dividono tra le due città, con un continuo rapporto tra la figura del “conditor”(creatore), il motivo ispiratore della “città ideale” e il costruito. Così, anzitutto, per Sabbioneta. La sala al di sotto della Camera Picta di Mantegna accoglie un grande modello della città, realizzato con moderne tecnologie dal Politecnico di Milano, con il quale è possibile interagire per approfondire la struttura del centro urbano. Tutt’attorno oggetti ed opere d’arte per delineare la statura intellettuale e la vita del conditor di Sabbioneta, ovvero Vespasiano Gonzaga.

Gli ambienti successivi sono dedicati a due aspetti di grande interesse per la comprensione di Sabbioneta: la colonna ora posta di fronte al Palazzo del Giardino e il Teatro all’Antica. Segue quindi la sezione dedicata a Charleville, con numerosi dipinti e oggetti provenienti da diversi musei francesi. L’attenzione si sviluppa su un duplice binario: la descrizione del duca e della sua famiglia e la narrazione dello sviluppo della città.

Questo attraverso dipinti, disegni, incisioni, documenti e elementi architettonici provenienti dai domini francesi dei Gonzaga. Saranno inoltre presenti due modelli di Charleville: uno della città, realizzato in occasione della mostra grazie al Politecnico di Milano, e uno del Vieux Moulin, proveniente dal Museo delle Ardenne e adatto ad essere esplorato e percepito anche dai non vedenti.

Un’ultima sezione è stata dedicata al concetto di città ideale ai nostri giorni, con numerosi esempi di aggregati urbani progettati e realizzati ex novo. Sezione che si ricollega idealmente alla prima, e a cui fa specchio, per proseguire nella contemporaneità il discorso della città ideale, e che si avvale in maniera significativa dell’apporto del Politecnico di Milano, che è una delle realtà portanti della presente mostra.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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