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Ginnastica, incontri su canto, fotografia, giocoleria e quant’altro, video autoprodotti e concerti. Tutto online. Ma anche l’invenzione di “nuovi” servizi. E’ la risposta all’emergenza sanitaria dettata dal corononavirus del Cnca Lombardia – che federa 37 organizzazioni  in 12 provincie della regione – che affida al dossier “La cura nella pandemia”, l’analisi dei progetti attivati, tra dati e storie. Oltre 70 mila le persone raggiunte o che hanno usufruito dei servizi  di cui quasi il 47% minori.

“Questo Dossier – spiega il presidente Paolo Cattaneo – va visto come un fermo immagine che racconta il ‘patrimonio’ straordinario di Cnca Lombardia ma anche come un bilancio dinamico della sua capacità di ‘resilienza e ripresa’ che ha le fondamenta nel suo grande capitale umano”.

Sul fronte della ricerca quantitativa, spiegano gli osservatori, i numeri si riferiscono a quanto è stato cristallizzato nei Bilanci Sociali o nei report delle organizzazioni di Cnca Lombardia al 31 dicembre 2019; la raccolta dei dati è stata confermata dalle organizzazioni stesse attraverso la compilazione di un questionario ad aprile 2021. L’obiettivo è “scattare una fotografia della situazione al momento dello scoppio dell’emergenza covid-19, per poi rendere conto di quanto sia poi successo all’interno del Cnca e delle sue singole realtà”.

Gli “addetti ai lavori” sommano “una maggioranza qualificata e militante di lavoratori del sociale, ad una importante presenza di volontari”, spiegano gli osservatori: 2.942  i volontari e 4.661 i lavoratori (l’81,1% dipendenti). Superano le 2 mila unità i soci.

numeri delle persone (gli utenti dei servizi) “sono imponenti” secondo il Cnca, un dato “ancora più importante – spiega Cattaneo-  se pensiamo che dietro ad ogni cifra si fa strada una faccia, una storia, un viaggio, una frattura, un’intelligenza, una fuga, un impegno”. Ci sono minori (31.405) e giovani (12.781),  famiglie affidatarie (234), persone disabili (1.440) e con patologie psichiatriche (269), famiglie in difficoltà (4.569), anziani (296) ma anche vittime di violenza e tratta, immigrati, detenuti, per citarne alcuni.

I servizi offerti, oltre 800, spaziano dal residenziale (58,6%) ai “numerosissimi servizi innovativi”: i servizi residenziali commpèrendono 154 comunità  e 534 appartamenti. Dei servizi attivati il 37,35% (287) sono dedicati ai minori, che rappresentano il  46,67%  degli utenti totali.

La seconda parte del dossier racconta le storie della pandemia, case history e progetti scelti tra le mille possibili realizzati tra febbraio 2020 e giugno 2021. Si tratta di risposte ai bisogni di emergenza ma anche  ordinari affrontati anche con “progetti originali, basati su creatività, intelligenza collettiva, nuove forme di empatia”, “Gli esempi sono moltissimi: – si legge nel rapporto – alcuni sono legati alla necessità immediata di trovare un modo di restare in contatto con gli utenti e fra questi si annoverano nuove e fantasiose forme di relazioni on line; altri sono prova della reattività delle organizzazioni di Cnca Lombardia, come la produzione di presidi contro il virus. Altri ancora sono nuovi servizi nati in tempo di pandemia, per non lasciare mai soli le persone di cui ci si prende cura”.

Tra le esperienze citate la ginnastica online per gli anziani delle Case del Tempo gestite dalla cooperativa sociale Comin; la “vicinanza remota” attraverso il disegno e il fumetto della Fondazione Arché; gli incontri online che hanno messo in campo la giocoleria, il canto, la fotografia con la cooperativa sociale il Calabrone; un centro diurno che va in onda sulla radio di quartiere nell’esperienza dell’Associazione Comunità Nuova; l’invenzione di nuovi servizi “casa della quarantena” della Cooperativa La Grande Casa: una soluzione che ha consentito a donne in fuga di restare al sicuro; i centri di accoglienza per persone senza dimora che mettono in evidenza gli “anticorpi cooperativi” nel lavoro di Famiglia Nuova; i laboratori di panificazione e falegnameria della Cooperativa Arimo; le soluzioni che affrontano il problema dell’accessibilità nel caso della Cooperativa Lotta contro l’Emarginazione; il concerto on line del Primo maggio inventato da cooperativa Diapason; la produzione di mascherine e di camici per la terapia intensiva predisposta dal Laboratorio di Confezioni della Cooperativa Bessimo; le proposte di Cooperativa Aeper, dai video autoprodotti per promuovere proposte ludiche e sportive.