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Montichiari (Brescia) – Non per niente ci si arriva per via Madonnina. Un nome che è tutto un programma. Poi, lasciata alle spalle questa arteria stradale che collega Montichiari con Carpenedolo, si giunge a destinazione.

Qui, alle Fontanelle, è apparsa la Madonna.

Una veggente, nella persona di Pierina Gilli (1911 – 1991), ne ha circostanziato il fenomeno trascendente, proprio in questo luogo, già, fra l’altro, noto, nel frattempo, per il rilievo archeologico assurto a motivo del rinvenimento, nelle vicinanze, di una necropoli longobarda.

Il resto è campagna, con insediamenti rurali solitari, spazi aperti su pianori collinari distesi in un’apertura dello sguardo che si perde dove il fiume Chiese scorre lontano, mimetizzato tra i suoi argini perpendicolari, rispetto all’estensione dei campi, attraversati da lunghe capezzagne e da sporadici ponti trasversali.

In una devozione ormai assodata, questa località risulta associata alla figura mariana con la quale è strettamente rapportata, per via dell’eredità lasciata dalla veggente accennata, in relazione alle ripetute apparizioni della Madonna attestate nel 1966 ed, a loro volta precedute da un’altra, asserita, invece, nel duomo di Montichiari nel 1947.

Ricorrente ad altre analoghe manifestazioni del genere, è l’esperienza corale della sollecitudine del soprannaturale, in un insieme di connotazioni valoriali, quali l’imperativo fideistico della conversione, da cui l’indotto del correlato binomio di misericordia e consolazione, contestualmente alla promozione della preghiera, con un particolare indirizzo di favore alla Chiesa, relativamente al non sempre scontato cammino vocazionale dei fedeli consacrati, nel loro coerente servizio liturgico e pastorale.

Fra queste ed altre intenzioni, pure assecondate nel variegato riscontro di particolari necessità personali, l’elemento dell’acqua sovrasta la genuina complessità delle varie pertinenze naturali che delineano questo luogo nella prerogativa dei suoi chiari termini devozionali.

In pratica, l’acqua attiene alle Fontanelle come simbolico vettore di purificazione dell’anima, elevato anche ad inequivocabile bene evocativo per effettive e praticate abluzioni rituali.

All’acqua, riporta l’incontro stesso della veggente con la Madonna, in questo luogo dove una “scala santa” ricorda la superficie battuta dagli stessi passi mariani, nella prossimità con una preesistente fontanella zampillante ed una subentrata vasca rettangolare, profonda quanto basta, per potercisi immergere di poco, nel camminare.
Qui, parecchi segni di una diversificata e di una spontanea gratitudine dei fedeli, provenienti da varie parti del mondo, significano l’abbraccio ideale di un’umanità fusa insieme nei suoi vari continenti, per il tramite di una stessa fede religiosa, sperimentata in analoghi ed in fraterni principi coincidenti.

Perentorie e concise epigrafi, per altrettanti messaggi che, al tipo di caratteristici “ex voto”, sono pertinenti, sfilano in un mosaico di compenetrati vissuti, riferiti dall’evocazione specifica di esplicitati frangenti, come ad esempio, si percepisce dalla lapide sulla quale si legge “Ti lodiamo oh Vergine Maria, Ti ringraziamo per la guarigione del mio ginocchio e per tutte le meraviglie operate in Te dal Signore! Stephen Family”, come pure, da un più succinto contributo, attinente un tenore similmente riconoscente, è presente: “Una preghiera a Rosa Mistica per la gioia che ci ha donato”, a sua volta presumibilmente di quello stesso genere che risulta, invece, espresso in lingua francese da parte dell’analogo messaggio che vi appare corrispondente: “Merci Rosa Mystica pour les nombreuses graces. N.B.M. Boulazac. France”.

“Rosa Mistica Madre della Chiesa” è la denominazione con la quale la Madonna è invocata alle Fontanelle: una caratterizzazione stabilita fin dall’inizio di questo celeste connubio con il territorio dove tale titolo ha avuto le ragioni di un’ispirazione confacente. A questo appellativo si aggiunge, fra l’altro, la triplice estrinsecazione delle rose, fra loro distinte in colori diversi nel portamento esteriore osservato sulla Vergine dalla veggente, nell’insieme di una testimonianza secondo quanto oggi, di tali apparizioni, rimane in una correlata interpretazione visiva nella cappella, situata vicino alla chiesa, dove si converge la maggior attenzione dei fedeli in pellegrinaggio, quale culmine di quel culto cristiano che, nella fede cattolica, rivolge alla figura mariana una determinante fonte di ispirazione e di filiale sequela, nell’adorazione al ruolo divino del Cristo redentore.

C’è chi lo ha impresso, nel marmo, in tedesco:Der Rosa Mistica vergelt’s Gott fur erhaltene hilfe” e chi, fra molte altre esternazioni ancora, lo ha dichiarato nella lingua parlata nell’America latina, essendo che, dallo stesso continente di papa Francesco, tale scritto ribadisce nello spagnolo ciò che vi è manifestato da parte di quell’ecclesiastico che lo ha voluto impresso, tal cardinale Ignacio Antonio Velasco Garcia (1929 – 2003): “Gracias madre por obtener mi salud. Te prometo secuir propagando tu devocion. Mons. Ignacio Cardenal Velasco G. Azobispo de Caracas Venezuela”.

A questo pronunciamento di un esponente del “Sacro Collegio” corrisponde, però, la posizione ufficiale della Chiesa che, per il momento, in un atteggiamento prudenziale, pare tuttora relegare il fenomeno delle locali apparizioni come “esperienza personale”, dando, comunque, disposizioni perchè il culto sia degnamente organizzato in questa sede dove è stato, da tempo, regolamentato da un apposito pronunciamento formale diocesano, da parte dell’allora vescovo di Brescia, mons. Luciano Monari, con la specificazione, per tale incombenza, di stabilirne l’incarico ad un delegato vescovile, attualmente rispondente alla figura di mons. Marco Alba, pure cancelliere della Curia bresciana.

Anche la robusta cintura umana dei più assidui fedeli, legati a questa località per la devozione a “Rosa Mistica”, ha conosciuto una certa evoluzione, passando dall’omonima associazione civile, alla natura di una fondazione con pari denominazione, ma, attraverso l’introduzione di un nuovo statuto, strutturandosi nell’ordinamento canonico, è conformata, di fatto, ad “ente ecclesiastico civilmente riconosciuto”.

Qui, tanto nel santuario, quanto nella cappella, come pure in prossimità dell’alto crocefisso svettante, all’aperto, sopra ogni struttura vicina, in un contiguo riferimento con l’impronta mariana costitutiva, la pratica religiosa denota una frequenza quotidiana.

Nel periodo quaresimale, la messa è celebrata anche il mercoledì, oltre che il venerdì, il sabato e la domenica, all’orario parimenti stabilito, per queste giornate, per le ore 16. Alle ore 15 di ogni giorno, c’è la possibilità di accostarsi al sacramento della penitenza, mentre la recita del rosario in gruppo si conferma, pure quotidianamente, con inizio alle ore 16, quando non c’è messa, oppure alle 15,30, quando, a seguire, interviene, invece, la celebrazione eucaristica.

Al volger del 2018 nell’ora legale, proprio a fare data dal 25 marzo, domenica delle Palme, tutti gli orari indicati slitteranno avanti di un’ora, continuando a ritmare, sul piano sensibile, quella dimensione che prelude all’invisibile.

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Luca Quaresmini
Ha la passione dello scrivere che gli permette, nel rispetto dello svolgersi degli avvenimenti, di esprimere se stesso attraverso uno stile personale da cui ne emerge un corrispondente scibile interiore. Le sue costruzioni lessicali seguono percorsi che aprono orizzonti d’empito originale in sintonia con la profondità e la singolarità delle vicende narrate.

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