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Gardone Val Trompia, Brescia. Si è aperta il 16 gennaio  la mostra “Il colore del Novecento”, presso l’Officina del Torcoliere in via San Rocco nel cuore di Gardone Val Trompia. Esposti al pubblico sino al 30 maggio la serie completa degli acquarelli creati da Salvador Dalì per illustrare la Divina Commedia di Dante Alighieri.Dalì e Dante Alighieri01

L’ officina del Torcoliere ospita dal 2014 una preziosa collezione privata che ricostruisce, attraverso strumenti originali, i modi di scrittura  e di stampa antichi, passando dall’ uso del papiro fino a quello della carta.

Le sale si prestano per l’eccezionale mostra delle opere di Salvador Dalì, le xilografie dei 100 acquarelli che l’artista realizzò in 9 anni di lavoro. Un’opera dove il sovrannaturale si unisce allo spirituale fondendo figure, stampelle, angeli e corpi contorti per creare questa visione unica della Divina Commedia.

La figurazione è spesso dissacrante ironica e grottesca nella rappresentazione dell’inferno e del purgatorio. Ne scaturiscono forme e colori drammatiche e ironiche, cromie e segni, trovano armonia nell’ispirazione. La commedia musa ispiratrice di quell’immaginario visionario. La mostra offre ai visitatori la rara opportunità di ammirare la serie completa delle stampe create da Salvador Dalì tratte integralmente dell’edizione in italiano pubblicata da “Arte e Scienze Salani” le xilografie a colori che impreziosiscono l’opera furono senza alcun dubbio la più importante opera illustrata dal maestro. Dalì è noto per l’esplorazione dell’inconscio e l’interpretazione dei sogni, svolse il suo  compito alla perfezione interpretando magnificamente i versi ritmici di Dante.dali-divina-commedia

Ma la sua opera artistica non ebbe un successo immediato. La storia inizia nel 1950, in vista della commemorazione del settecentesimo anniversario della nascita di Dante Alighieri, il governo italiano commissiona a Salvador Dalì l’illustrazione della Divina Commedia.

Dalì impiega nove anni per creare i 100 acquarelli. Il progetto nato in Italia non riscuote il successo desiderato a causa delle origini spagnole dell’artista e del contenuto dissacrante delle illustrazioni. La commissione dell’opera viene ritirata, l’opinione pubblica era contraria che uno spagnolo si occupasse di illustrare il più grande capolavoro della letteratura italiana.

Nel 1960 gli acquarelli vennero esposti al Musee’ Gallerie  a Parigi, dove vengono invece accolti con entusiasmo. Gli acquarelli vengono poi affidati nelle mani di esperti incisori per la creazione delle 100 xilografie, il risultato è un indiscusso capolavoro. Furono necessari 5 anni di lavoro, dal 1960 al 1964, per incidere i 3500 legni che servono per imprimere in progressiva i 35 colori di ogni singola tavola. Le incisioni xilografiche sono state realizzate a Parigi dal maestro Raymond Jacquet sotto la diretta super visione di Savador Dalì. Nell’illustrazione della Divina Commedia l’eleganza del segno si coniuga con un uso magistrale e innovativo del colore, in cui la ricerca pittorica dell’artista trova libera espressione nell’originalità.