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Brescia. Torna domenica 20 novembre al museo di Santa Giulia il secondo appuntamento con Dada e Dintorni, ciclo di incontri di approfondimento alla scoperta delle tecniche e delle non-regole del movimento più irriverente, ironico e anarchico del Novecento, condotti da studiosi ed esperti di arte contemporanea dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia.

Alle ore 15.00 presso la White room del Museo di Santa Giulia, il Professor Kevin McManus affronta il tema Il tempo meccanico: astrattismo e cinema dada.

Ricorda Hans Richter, uno dei primi protagonisti dada: “ I rulli di Viking Eggeling e i miei contenevano trasformazioni passo-dopo-passo di forme astratte, che incarnavano una sostanziale continuità. Implicavano il movimento reale. E questa implicazione era così forte , che ci spinse ad utilizzare il film al posto della tela”.dadaismo

Un’arte ribelle, il dadaismo è un movimento artistico di protesta che nasce durante la Prima guerra mondiale come reazione alla cultura e ai valori che hanno portato al conflitto bellico. Il dadaismo vuole dare scandalo con un’arte che rifiuta i metodi tradizionali e sperimenta nuove forme espressive.

Il Dadaismo è un movimento artistico che nasce in Svizzera, a Zurigo, nel 1916, il clima è quello della guerra, quando un gruppo di intellettuali europei che si rifugiano in Svizzera per sfuggire alla guerra. La parola Dada, che identificò il movimento, non significava nulla, e già in ciò vi è una prima caratteristica del movimento: quella di rifiutare ogni atteggiamento razionalistico.

Il rifiuto della razionalità è ovviamente provocatorio e viene usato come una clava per abbattere le convenzioni borghesi intorno all’arte. Pur di rinnegare la razionalità i dadaisti non rifiutano alcun atteggiamento dissacratorio, e tutti i mezzi sono idonei per giungere al loro fine ultimo: distruggere l’arte.

Il fine di tutti gli appuntamenti è quello di incontrarsi per scoprire insieme le ragioni della nascita e le ragioni del movimento che per primo, come il Futurismo, interessò la letteratura e la poesia, le arti visive, il teatro e la grafica.

Al termine della conferenza, alle ore 16.15 circa, sarà possibile partecipare alla visita guidata  alla mostra DADA 1916,  la nascita dell’Antiarte. 

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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