Molti sono in viaggio e stanno passando in queste ore la frontiera, altri sono già arrivati, vivi o morti! Sono tanti, tantissimi cuccioli di razza, i più “fortunati” viaggiano stipati in gabbie su furgoni anonimi, altri nascosti sotto i sedili, nel doppio fondo di bagagliai e in chissà quali altri affliggenti nascondigli escogitati dai trafficanti, che in vista dei regali di Natale sono in preda ad un frenetico contrabbando di “affetti”.cuccioli-salvati-

Quello del traffico internazionale dei cuccioli di cane di razza, ma anche di gatto, è un fenomeno che nell’ultimo decennio ha avuto un’impennata  inarrestabile, un malaffare semisommerso in continuo aumento e ben difficile da controllare o da smascherare.

Una filiera di complicità di cui nessuno è un ignaro complice: da coloro che detengono femmine fattrici costrette a continue gravidanze, molte volte consanguinee, ai trafficanti, ai corrieri, sino agli allevatori, shop on line e negozi nostrani, con un giro d’affari che si stima ammonti a 300 milioni di euro all’anno in Europa.

Unici ignari, sin ora, sono gli acquirenti finali che comperano da allevatori o da negozianti senza scrupoli cuccioli il più delle volte con gravi problemi di salute e comportamentali per la violenzala fabbrica dei cuccioli subita.

Acquirenti ignari sino ad ora! Perché da pochi giorni è fresco di stampa il libro-inchiesta “La fabbrica dei cuccioli di Macri Puricelli e Ilaria Innocenti con la prefazione di Licia Colò.

Il libro scoperchia in primis la sofferenza degli animali, protagonisti, loro malgrado, di una vicenda non sempre a lieto fine, in uno scenario di sfruttamento e di dolore. Nel libro si alternano inchieste con un respiro europeo sui trafficanti e storie di associazioni, forze dell’ordine e persone che da tempo stanno lottando per fermare il traffico illegale di cuccioli.

Un centinaio di pagine che sconfortano e commuovono nello stesso tempo, mettono in risalto la crudeltà di coloro che mercificano qualsiasi cosa anche l’amore e storie di anime buone che si mettono in gioco per salvare le piccole vite dei cuccioli.

Il libro cerca, con le inchieste raccolte in prima persona, di spezzare l’ignoranza, la reticenza  e l’indifferenza che fa lievitare gli affari di vere e proprie organizzazioni criminali.

Il traffico dei cuccioli per lo più prende la via dai paesi dell’Est Europa, Romania, Slovacchia, Ungheria, dove in allevamenti abusivi e in pessime condizioni igieniche, le partorienti sono costrette sino allo sfinimento fisico a sfornare cucciolate che vengono prelevate dalle madri dopo pochi giorni di vita per affrontare un viaggio estenuante dove il 50% muore prima dell’arrivo.

Il restante sono cuccioli con gravi problemi di salute, privi di vaccinazioni, con tare genetiche, documenti falsi che stanno provocando danni in termine di benessere animale e potrebbero provocarne anche in salute umana, basti pensare alla rabbia, malattia mortale per l’uomo ancora largamente diffusa nei paesi dell’Est Europa.

Il gioco per i trafficanti vale il rischio di essere scoperti e arrestai, in Italia dal 2010 grazie alla campagna condotta dalla LAV esiste una legge per reprimere il traffico di animali, i cuccioli vengono pagati dai malviventi dai 30 ai 50 euro l’uno per essere rivenduti in Italia da 500 a più di 1000 euro.

Secondo le autrici del libro nel nostro Paese arrivano ogni mese 8mila cuccioli.

In Europa il settore degli animpiccolo caneali da compagnia, non solo quello illegale naturalmente, genera un indotto economico pari a 1.300 milioni di euro e 300mila persone impegnate solo nella vendita.

Cosa possiamo fare noi comuni cittadini in cerca di un amico a quattro zampe? Prima di tutto essere informati.

“La fabbrica dei ciccioli. Fermiamo il traffico internazionale: l’amore non si compra” è un libro che ci mette un buon campanello d’allarme prima di acquistare quello che poi sarà un ospite a quattro zampe per anni nella nostra casa.

Poi ci sono canili con tantissimi cani che aspettano di essere adottati, se si cerca un cane di razza esistono associazioni dedicate a salvare razze particolari, basti pensare ai levrieri riscattati dalle terribili perreras spagnole.

L’ultima parte del libro è proprio dedicata al “cosa puoi fare tu” per avviarci ad una scelta consapevole, per adottare un amico cane che rimarrà fedele al nostro fianco per tutta la sua vita. Un amore che “non si compra”.

Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

1 commento

  1. Poveri animali, bisognerebbe trattarli sempre con cura e con amore io per il mio Poldo farei di tutto lo faccio vivere come un vero principe gli ho anche comprato una cuccia che sembra un trono.

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