Tempo di lettura: 3 minuti

L’altra notte è successa una cosa un po’ particolare, ero a dormire dal mio fidanzato, serata divertente e spensierata. Al mattino racconto subito il sogno che ho fatto, mi ha veramente colpito. Io, una mia cara amica d’infanzia riscoperta da poco e I. la sorella del mio ragazzo stiamo facendo una specie di gara, che comprende anche il nuoto (tipo triathlon, disciplina nella quale I. è campionessa italiana), ci troviamo in un lago e senza fatica sto nuotando, serena pur sapendo di non essere bravissima a nuotare e di non avere una buona resistenza fisica. La riva è piuttosto vicina, forse è questo che mi tranquillizza un po’.

Alla fine del sogno nè vincitori nè vinti! Sta di fatto che quando accenno all’acqua, anche lui si ricorda del suo sogno, era anche lui in acqua, dice in mare ma su un motoscafo con un suo amico… Beh, lo trovo curioso.

In questo periodo la cosa che mi disturba di più in assoluto è la famiglia, il rapporto con la mamma si sta incrinando, la sua spiegazione è molto semplice, non mi vede contenta e dice che passo troppo tempo con lui, teme che lui mi possa plagiare. Io so solo che quando sono con lui sto decisamente bene, cosa che in famiglia non accade più da molto tempo.

Grazie infinite,

C-a


Risponde la psicologa Anna Grasso Rossetti

Nulla di preoccupante: solo la proiezione del disagio di C-a nei confronti della figura materna, disagio che l’inconscio sa benissimo si risolverà nel bene=”nè vincitori nè vinti”.

Il fatto che anche il ragazzo abbia avuto analogo sogno o è per empatia (sento il tuo disagio e lo faccio mio) …o perchè avete mangiato, bevuto le stesse cose, ascoltato le stesse parole.

Per quanto riguarda la Genitrice, è fatale che un pizzico di gelosia entri nella mente materna, nel vedere la propria figliola “presa” da altri interessi, da altri pensieri. Se, poi, alla gelosia accostiamo anche la paura che la figlia soffra per il comportamento altrui, avremo ben spiegabile l’atteggiamento apprensivo di questa madre che, in ogni caso, sta solo dimostrando amore. La preoccupazione è, comunque, segno della ricerca di sgombrare il cammino della prole da eventuali dispiaceri.

Quello che nessun genitore potrà mai capire, perchè è troppo ingombrante come pensiero, è che i figli debbo fare la propria strada. E, se i giovani soffrono, almeno sanno che è stato per loro scelta. Non possiamo togliere pensieri, dispiaceri, dolori e difficoltà dalla loro vita. E, spesso, proprio questi “inghippi” ed il loro superarli, impegna le forze filiali e fa sì che, da ragazzi, essi diventino adulti.

Tutti noi vorremmo felicità per coloro che abbiamo messo al mondo. Ma la felicità è tale se viene conquistata, anche con doloroso impegno. Se noi cerchiamo di regalarla, non fa più effetto, sui nostri cuccioli. Non l’apprezzano. Quindi, Mamme e Papà più o meno ansiosi, ora è tempo di farsi da parte… continuando ad osservare, ma senza intervenire con parole o rifiuti. Si ottiene di più (diceva mia nonna che era molto saggia) con una goccia di miele che con una botte d’aceto.

CONDIVIDI
Anna Grasso Rossetti
Dopo l'insegnamento mi sono dedicata alla libera professione di: psicologa, perito grafico, esperto del segno presso i Tribunali, docente di psicologia della scrittura, di comunicazione fattiva e tecniche di rilassamento, consulente in Sessuologia, psicologa dello Sport. Sono iscritta al Collegio Lombardo Periti Esperti e Consulenti.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Esegui l'operazione aritmetica prima di inviare *