Non credo che tutti sappiano cosa vuol dire decidere di mettere al mondo un altro essere umano. Decidere di mettere sé nel mondo dell’ignoto.

Da sempre, dai primordi dei tempi, crescere un cucciolo per nove mesi dentro il proprio corpo è sentito come un miracolo temuto. Miracolo, perché per la mente umana è ancora abbastanza strano che, da un atto piacevole (almeno per uno dei due) nasca QUALCUNO.

Ma, prima di nascere, sono lunghi i mesi. Prima, per tre lune, nessuno se ne accorge… Il punto vita della donna è ancora sottile, la forma scattante. E, se non insorgono mal di stomaco, nausee, tutto sembra immutabile.
Ma, poi…il corpo cambia visibilmente. E, nella donna, insorgono le prime incertezze: “Non sarò più bella/desiderabile come prima”…”Lui guarderà le altre, quando diventerò come una balena”. “Ecco, adesso tutti vorranno coccolarlo, ed io resterò qui, gonfia come una rana, con suo figlio in me, e lui esce”.

La gravidanza è il periodo più strano, nella vita di una coppia, se LUI non riesce a comunicare il suo amore, la sua percezione di riuscire a capire il miracolo. Dal periodo della donna gravida nascono tutte le problematiche che, poi, potranno portare ad incomprensione, ma anche a traumi, separazioni ed idiozie varie.

Una donna incinta ha paura, anche quando non lo sa. Non per nulla vanno tanto per la maggiore le tecniche di relax per le gravide: non è solo il corpo che si deforma. Il timore è che, nella coppia, non vi sia più la luminosità dell’ATTRAZIONE FISICA. Sta, allora, al partner, di rassicurare. Ma quanti lo fanno, o hanno voglia di farlo?

In alcune concezioni, l’uomo, dopo aver ingravidato la femmina, se ne va al bar con gli amici, esce, sta fuori, anche perché disturbato dalla inevitabile summa di cambiamenti di comportamento, che derivano dalla variazione degli ormoni, delle problematiche psicologiche, degli inevitabili sbalzi di umore, dovuti a processi chimici.

Pochi e preziosi sono i partner che capiscono. Che si rendono conto che, se saranno attenti alla femmina in questo periodo, avranno accanto una donna per la vita. E, poi, ci sono i timori del “Riuscirò ad educarlo? A renderlo sicuro nella vita?”. Timori da non sottovalutare.

Ed il pericolo della sindrome da maternage/paternage? Anche questo è presente: nato il cucciolo, vivere solo per lui, dimenticando l’importanza della COPPIA. E’ indispensabile capire che dalla coppia, e dall’armonia della coppia stessa nasce la stabilità dei bimbi.

Non tenete i neonati nel letto con voi, nella camera con voi. Siete una COPPIA.. e tale situazione dovete mantenere. Vero, siete GENITORI…ma vi siete amati, non fate che la nascita dei figli modifichi una situazione affettiva.

Quante cose da tenere presenti, vero? Già… ma fare figli non è solo mettere incinta una donna. Quello può essere il piacere reciproco, di pochi momenti. Vi ricordate Guccini: PER FARE UN UOMO CI VOGLION VENT’ANNI…PER FARE UN BIMBO, UN’ORA D’AMORE….

E’ star vicino alla propria donna dal primo all’ultimo momento della gravidanza. E’ ricordarsi che la depressione post-partum non è una favola, ma la naturale conseguenza di un corpo che si è depauperato nel COSTRUIRE un altro corpo: e come tale va curata. E’ accadimento, prima, durante e dopo, nei riguardi di una femmina che vi fa il dono più grande, maschietti cari…il proseguo del vostro esistere, nel tempo futuro.

Un po’ di cura e di attenzione, per piacere!

Anna Grasso Rossetti
Dopo l'insegnamento mi sono dedicata alla libera professione di: psicologa, perito grafico, esperto del segno presso i Tribunali, docente di psicologia della scrittura, di comunicazione fattiva e tecniche di rilassamento, consulente in Sessuologia, psicologa dello Sport. Sono iscritta al Collegio Lombardo Periti Esperti e Consulenti.