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L’occhio vigile, la posizione eretta, carica di potenza e di orgoglio, la sua osservazione della tenebre, in attesa dell’annuncio del giorno che egli trasporta e annuncia al tempo stesso, hanno fatto del gallo, da sempre, una creatura magica dotata, nella maggior parte dei casi di connotazioni positive.

E’ un animale che porta la luce, l’allegria, traghettando l’umanità fuori dagli incubi della notte. Scrive Leonardo da Vinci: “L’allegrezza è appropriata al gallo, che d’ogni piccola cosa si rallegra e canta con vari e scherzanti movimenti”.

L’animale porta in sè la gioia. La certezza della luce, il desiderio di essere attivi, l’annuncio del sole di Cristo che sale ad Oriente. L’animale si lega anche al momento della Resurrezione, dopo i giorni di Passione.

Il triplice canto del gallo, durante il rinnegamento di Pietro, ricorda in qualche modo l’ineluttabilità del suo riconoscere il sole che Pietro, per debolezza umana, rinnega, nel corso della persecuzione.

Secondo la tradizione popolare il canto solare era così potente da scacciare anche leoni «un animale talmente battagliero da terrorizzare persino i leoni» riporta Plinio il Vecchio – e basilischi e ogni altro animale che popolasse sogni inquieti ( vedi il quadro in apertura di pagina, opera di Battista Dossi).

Per questo a chi soffriva di incubi, nel Medioevo veniva somministrata cresta di gallo. L’animale appare anche associato ad insegne mediche, spesso non lontano dal serpente e dal bastone di Esculapio. Cesare Ripa, in Iconologia, spiega che l’animale, in Medicina, interpreta simbolicamente l’attenzione diagnostica.

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Esso svetta, come insegna metallica e segnavento, fin dall’antico, anche sui campanili delle chiese, primo nunzio del giorno e di Cristo, come il gallo di Ramperto, in lamina di rame originariamente dorata e argentata, realizzato nell’anno 820 o 830 su commissione del vescovo Ramperto per adornare la sommità del campanile della chiesa dei Santi Faustino e Giovita a Brescia, oggi conservato nel museo di Santa Giulia, nella stessa città.

E’ questa attività di osservatore notturno, di sentinella che propizia il ritorno del sole che l’animale viene rappresentato mentre vince la furba volpe, figlia del vizio e e del raggiro, anch’essa animale che preda durante le ore notturne, con l’oscurità. In questa connotazione, nei “funerali della volpe”, galli appaiono, nei mosaici veneziani medievali o in rifacimenti successivi, in città e e a Burano, mentre trasportano la preda legata a un bastone.

Nel capitolo quindicesimo del libro di Johannes Lichtenberger -Pronosticatione in Vulgare rara e più non odita la quale expone e dechiara alchuni influxi del cielo: e la inclinatione de certe constellatione: cioè de la coniunctione grande e dela eclipse: le quali sono state a questi anni quello de male o de bene demostrano a questo tempo.

E per lo advenire e dura più anni cioè insino all’anno MCCCCLXVII – esiste un gallo cattivo, un gallo buono e un gallo ottimo. L’impero del primo gallo è negativo, a causa della sua furbizia e della sua lussuria, e della sua aggressività, che lo porta facilmente alla lite. Il gallo buono è bello, audace, allegro, liberale, mentre il Gallo ottimo, vigila e difende la galline e, per questo, è come un buon prelato della Chiesa.
La sua figura è legata a quella di Cristo.

Entrambi sono portatori di luce e di un nuovo giorno, come testimonia la Sacra Famiglia di Dosso Dossi.In alcune nature morte del Seicento, come in quella Bartolomeo Arbotori (Piacenza 1594-1676), il gallo è chiamato a cantare e invitare alla nascita dei pulcini e alla Resurrezione degli animali morti, come Cristo nell’ultimo giorno del mondo.Il sonno, inteso come inattività e morte, viene combattuto dalla Vigilanza, che Giambattista Tiepolo rappresenta come un giovane donna, con fiaccola, accanto a un gallo.

Esso, al di là dei significati edificanti può assumere, per il suo carattere sessualmente esuberante, la funzione di simbolo della virilità, come avviene, ad esempio nelle opere di Bartolomeo Passerotti. Non è tanto l’animale ad essere lussurioso, in questi casi, quanto la donna che lo bacia, baciando, in questo modo, l’insegna della virilità.

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Stile Arte
Stile arte viene fondato, a Brescia, nel 1995 da una giovanissima équipe di storici dell’arte e giornalisti culturali, guidati da Maurizio Bernardelli Curuz. Il gruppo si autofinanzia e, nel volgere di meno di un anno, grazie a una nuova modalità di affrontare l’arte, rifiutandone i luoghi comuni, si sviluppa un periodico di grande valore e di indiscussa autorevolezza.

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