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Droane Valvestino, Brescia. Da quattro secoli nel piccolissimo borgo di Droane l’ultimo fine settimana di giugno si celebra delle festa del pane di San Vigilio. Tra i boschi dell’entroterra del Garda c’è la Valvestino, una zona selvaggia con piccoli borghi persi con le loro leggende tra una vegetazione intricata, il lago della diga, le montagne impervie e grotte inesplorate. In località Droane l’ultimo sabato di giugno è la festa di San Vigilio, cui è legata una particolare usanza che risale a più di quattro secoli fa. Come riporta l’atlante demologico della Fondazione Civiltà Bresciana, la leggenda ha basi veritiere. In un anno imprecisato tra il 1496 e il 1537 un’epidemia di “peste” si propagò nel villaggio di Droane facendo strage della sua popolazione.san_vigilio4

Nel piccolo borgo vivevano allora 150 abitanti circa: dall’epidemia di peste sopravvissero soltanto due vecchiette che scamparono per puro caso, essendosi riparate in un ovile dove la puzza del caprone, si dice, le rese immuni dall’infezione. Trovatesi sole in un paese cosparso di cadaveri, le due donne cercarono rifugio altrove, dirigendosi verso Magasa. Qui furono respinte per paura del contagio, così esse dovettero proseguire per Tignale. La fatica fu fatale ad una delle due donne che morì di stenti lungo il cammino, mentre l’altra giunse a Tignale, dove trovò buona accoglienza.droane_valvestino

Alla sua morte ella lasciò in eredità la terra che possedeva a Droane, subordinando il lascito all’osservanza di una clausola: ogni anno il 26 giugno giorno di S.Vigilio, santo a cui la donne era particolarmente devota, doveva essere celebrata una messa in suo suffragio e al termine di essa andava distribuito un quintale di pane destinato a coloro che vi avevano assistito. Ancor oggi questa clausola viene rispettata e, nel giorno stabilito, il parroco sale alla chiesetta di San Vigilio a rinnovare il rito tradizionale.

Il maestro Vito Zeni conferma questa versione del racconto orale nel suo “Miti e leggende di Magasa e della Valle di Vestino” e vi aggiunge la seguente nota storica:  “Fin verso al 1814, incaricati del Comune di Tignale controllavano la disposizione testamentaria e soprintendevano alla regolare distribuzione del pane. Successivamente subentrò il Comune di Turano al quale compete ancor oggi. La messa venne celebrata dall’arciprete di Tignale fino al 1785, poi dal parroco di Turano: ancora oggi o lui o un suo delegato si reca in quel luogo solitario a soddisfare il pio desiderio della buona vecchietta. Per quanto riguarda la diffusione della peste in Droane, anni fa Bonfreschi di Gargnano osservava che vari di questi casi erano facilmente epidemie di altra natura che oggi si potrebbero ben curare: spagnola, asiatica, etc. É pure da tener presente che, in occasione della funzione religiosa il 26 giugno, sul colle di San Vigilio in Droane si benedice pure l’ossario dei morti per la peste: è posto sotto il pavimento della vecchia chiesa e sormontato da una alta croce di cemento”

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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