Bossico, Lago d’Iseo, Bergamo. L’altipiano di Bossico è un meraviglioso balcone affacciato sulle acque del Sebino, natura, storia e tradizioni ne fanno una meta imperdibile e tutta da scoprire.

Al borgo ogni anno la festa dedicata al pane di patate si svolge ogni prima domenica di agosto con l’apertura dei cortili del centro storico e l’accensione dei vecchi forni a legna, per la rievocazione della tradizione del pane “fatto in casa”. 3 e 4 agosto è l’occasione per conoscere l’altipiano tra verdi pascoli , radure fra i boschi, immense pinete, scorci storici sulle numerose ville dell’800 e soprattutto maestosi panorami a 360° affacciati sul lago d’Iseo e valli, che riempiono gli occhi e il cuore.

A Bossico un tempo quasi tutte le famiglie facevano il pane in casa. La maggior parte delle case aveva, in cortile, un forno a legna, e chi non l’aveva andava a chiedere ospitalità al vicino o a un parente, in cambio di qualche pagnotta.

A Bossico si faceva il pane, secondo una specifica ricetta tradizionale, una volta alla settimana e solitamente il sabato. Il pane di patate è frutto di una ricetta antica tramandata dagli antenati fino ai giorni nostri, farina, acqua, lievito, sale e patate bollite, rigorosamente di Bossico, famose nella storia del paese per la loro bontà e a tutt’oggi coltivate in maniera diffusa negli orti e campi dell’altopiano.

Nell’edizione 2019 si è scelto il connubio tradizione ed innovazione, optando per l’uso per l’impasto di una farina 0, una farina bianca che conserva integre le parti nobili del chicco, a ridotto impatto glicemico e che rispetta e linee guida della corretta alimentazione della Fondazione Veronesi.

Girando per i vicoli si sentono il profumo e la fragranza del pane appena tolto dal forno a legna: i visitatori possono dunque osservare come viene infornato, conoscere quanto tempo rimane nel forno, come viene sfornato e alla fine lo possono assaggiare e gustare.

Il pane di patate, è il pane buono e sano, che una volta veniva mangiato col formaggio o col salame, con il lardo o con il miele, con la marmellata, con burro e zucchero o intinto nel vino. Il “mineh”, pane nel latte, era il cibo quotidiano dei bambini. E’ insomma il pane che parla del nostro passato, dei nostri antenati, che parla di noi, della nostra cultura, della nostra identità.

Il programma di quest’anno prevede l’apertura dei cortili con gli antichi forni e la vendita del pane; visite guidate del centro storico; alcuni workshop e laboratori, previa iscrizione, sulla coltivazione della patata, imparare ad impastare e cuocere il pane, fare piccoli interventi di falegnameria e di taglio e cucito.

Nei ristoranti piatti tipici della tradizione accompagnati dal pane di patate. Gli spettacoli: sabato sera alle ore 21.00 Enrico Musiani in concerto; domenica sera “Palpiti di soprano”