Luca aveva 14 anni quando la sua vita è cambiata per sempre. Una mattina era davanti a casa, fermo, sul motorino, pronto per andare a scuola. Erano gli ultimi giorni e il tepore di giugno accarezzava l’anima.

L’inizio dell’estate finisce in un attimo: una macchina lo centra in pieno. La paura, il dolore, la corsa all’ospedale, gli 11 giorni di coma. L’amputazione della gamba, sotto il ginocchio. Le notti insonni per i dolori. I sogni che si sgretolano.

Ma c’è la sua famiglia che gli dà forza. Quella famiglia alla quale lui stesso regala forza e speranza. Perché Luca, nonostante tutto, continua a sorridere alla vita.

Dopo 40 giorni di ospedale questo piccolo grande uomo “rivede i colori del cielo”. Fa ritorno a casa. Sono giorni, mesi, anni di lotta. Di resilienza. Oggi, a 16 anni e dopo 20 interventi chirurgici, Luca è tornato a sciare (con una protesi) e a giocare a pallone.

I ragazzi ascoltano la storia di Luca. Non vola una mosca in aula. Guardano le fotografie di questo ragazzo sorridente e ascoltano le parole di Andrea Devicenzi, il campione paralimpico che in queste settimane sta incontrando gli studenti di trenta scuole di sette province in un tour formativo voluto e sostenuto da Cassa PadanaProgetto 22.

Alla fine del tour, il mese prossimo, Devicenzi avrà incontrato almeno 15mila adolescenti. E migliaia di adulti in incontri serali (il prossimo sarà il 5 aprile in Valcamonica).

Il desiderio del campione paralimpico, che ha perso una gamba in un incidente in moto, è quello di trasmettere la sua gioia e forza di vivere. Nonostante gli ostacoli, fisici e psicologici, che ognuno di noi incontra nella vita. Facile dirlo. Difficile, ma non impossibile, da mettere in pratica.

I ragazzi lo sanno. Lo intuiscono. E qualcuno ha il coraggio di alzarsi dalla sedia, di andare al tavolo di Devicenzi e di raccontare le proprie difficoltà.

Come Enrico. Dodici anni, un sorriso contagioso e una massa di riccioli in testa. La voce gli trema quando racconta la sua passione, la corsa. Quando spiega ai compagni di aver messo in campo molte risorse per non fermarsi. Coraggio, forza, umiltà, sacrifici. Perché “la corsa mi può aiutare a crescere nella vita”.

La grande risorsa di Mara è la costanza. Anche lei corre. “Ci sono stati dei momenti che avrei voluto mollare”, racconta, “per i troppi sacrifici da fare. Ma poi, quando mi alleno mi sento felice”. Mara, dal bellissimo volto, dal frangione ribelle, dalla voce che fa fatica a uscire.

Le date del tour di Progetto 22
Le date del tour di Progetto 22

Andrea Devicenzi ascolta e sorride. Perché, come questi ragazzi, sa che non puoi permetterti di stare fermo a piangere. Neppure quando il destino sembra punirti in modo ingiusto.

Non puoi stare fermo perché ti puoi perdere il mondo. Che è bellissimo. Devi sempre metterti alla prova. Andare avanti. Guardare avanti. Perché “sei tu il fautore del tuo destino, sei tu che scegli la tua strada, sei tu che dai luce alla tua passione”.