Gattatico, Reggio Emilia. Quello di Genoeffa Cocconi, madre dei sette fratelli Cervi, è un racconto ancora vivo, che non ha perso la forza di parlare anche alle generazioni più giovani. Una storia di consapevolezza e di coraggio, che insieme a quella di altre donne ha avviato un processo di emancipazione, che nella partecipazione all’antifascismo e alla Resistenza definisce le coordinate del protagonismo delle donne nella storia.

Sabato 18 novembre alle ore 15 nella sala che porta il nome di Genoeffa Cocconi, il museo Cervi si stringe intorno alla figura di della madre dei sette fratelli Cervi. Nuovi racconti e nuove riflessioni.

È la storia di Genoeffa Cocconi, delle donne nella e dalla Resistenza. Genoeffa è madre premurosa di 9 figli: 7 maschi e 2 femmine. Crescono formati dai valori di giustizia, onestà, carità cristiana, quella vera, concreta, che si misura in un immenso amore per l’umanità tutta, senza risparmio, dal lavoro nei campi alla cultura, mamma Genoeffa gli leggeva nell’aia la sera, mentre mangiavano pane e verza, i Promessi Sposi o la Divina Commedia.

Genoeffa scompare a 68 anni,  il 15 novembre 1944, a seguito della prostrazione per la perdita dei figli e di un ulteriore assalto fascista alla casa un mese prima. Di crepacuore come si diceva un tempo. La narrazione ci ha consegnato una figura dolente, vinta dal dolore. Ma Genoeffa non è “soltanto una mamma”: è la resdòra, la reggitrice delle sorti domestiche, così come la custode dell’etica credente in una casa attraversata dalla passione politica.

Sabato si ripercorrono alcune di quelle tappe attraverso le storie emblematiche che sono utili per leggere la storia secondo una prospettiva di genere ma anche per capire il cammino fatto, e quanto ancora resta da fare, alla luce di quello che oggi accade nella sfera pubblica e privata. L’iniziativa è parte di un più ampio percorso dell’Istituto su ruoli e protagonismi femminili dal secondo Novecento al nostro tempo.

Programma:

Saluti istituzionali Luca Bosi, Vicepresidente Istituto Cervi

Coordina e introduce Fiorella Ferrarini, Coordinatrice Consiglio Nazionale Istituto Cervi

Intervengono: Barbara Berruti, Vicepresidente Istituto piemontese per la storia della Resistenza “Le donne nell’antifascismo e nella Resistenza. Un quadro generale”

Vanna Iori, Docente di Pedagogia sociale e Parlamentare “Genoeffa Cocconi, tessere la tela del protagonismo. Il racconto del prima”

Anna Bigi, Pedagogista, Coordinatrice Donne Anpi Reggio Emilia “Uno sguardo al dopo: la responsabilità di proseguire”

Vera Romiti, Vicepresidente Auser Reggio Emilia “Donne in punta di piedi. Venti storie al femminile. La testimonianza continua ancora”

Conclude: Carla Nespolo, Presidente Nazionale ANPI, Letture a cura di Nicole Ricchetti, ex allieva Istituto Magistrale Matilde di Canossa (RE)

Così la ricorda Piero Calamandrei, accademico italiano:

Quando la sera tornavano dai campi
sette figli ed otto col padre
il suo sorriso attendeva sull’uscio
per annunciare che il desco era pronto
ma quando in un unico sparo
caddero in sette dinanzi a quel muro
la madre disse
non vi rimprovero o figli
d’avermi dato tanto dolore
l’avete fatto per un’idea
perché’ mai più’ nel mondo altre madri
debban soffrire la stessa mia pena
ma che ci faccio qui sulla soglia
se più’ la sera non tornerete
il padre è forte e rincuora i nipoti
dopo un raccolto ne viene un altro
ma io sono soltanto una mamma
o figli cari
vengo con voi. (Piero Calamandrei)