Brescia. Nella Grande Guerra un esercito privo di una lingua comune, male armato ed equipaggiato peggio andò al martirio. La maggior parte dei nuclei famigliari era di origine contadina, legati alle consuetudini. Fino a quel momento solo gli uomini avevano lavorato fuori di casa, mentre le donne accudivano ai figli nel chiuso dell’ambiente domestico.

Nel 1915, in Italia, la situazione mutò profondamente. La richiesta di manodopera nelle fabbriche d’armi, il lavoro da mandare avanti nei campi, l’urgenza di rimpiazzare quanti erano stati chiamati al fronte, mobilitò le donne.

Lunedì 20 Novembre alle ore 14 alla sala Giudici di Palazzo Loggia, il convegno “La grande guerra: il coraggio e la forza delle donne” organizzato dall’associazione di Cultura e Ricerca “Zanardelli” in collaborazione con la Fondazione Giacomini Meo Fiorot e la CRI Comitato locale di Brescia, propongono una rilettura al femminile del conflitto, ponendo in evidenza il sacrificio di molte suore fino ad oggi ignorato.

Se, infine, migliaia di uomini poterono resistere alle condizioni disumane della trincea fu anche per le cure ricevute negli ospedali da crocerossine e suore, fu per l’invio sistematico di viveri, indumenti di lana, lettere di conforto che impegnarono migliaia di donne riunite nei comitati civici. Nonostante il conflitto abbia causato un travaglio nazionale ampiamente condiviso da entrambi i sessi, a tutt’oggi le donne non compaiono in modo soddisfacente nei libri di testo scolastici.

Di loro si accenna appena, e a volte del tutto si tace, narrando del primo conflitto, come della seconda guerra mondiale, della lotta partigiana, della nascita della Repubblica, della formazione dell’Unione Europea. L’assenza della donna dai compendi curricolari o la sua insufficiente presenza mostra il persistere, ancora nel XXI secolo di programmi formativi ottocenteschi illiberali. Prendere coscienza di tale situazione è il primo passo per poterla mutare. Il cambiamento o sarà il risultato di un impegno ampio e condiviso dalle forze buone della società o tarderà ancora.

Al convegno relazioni e testimonianze di cinque istituti religiosi femminili e presentazione atti del convegno, prendendo  le mosse dalle commemorazioni per il centenario della Grande Guerra destinate a concludersi nel 2018, organizzato dall’associazione di Cultura e Ricerca “Zanardelli” in collaborazione con la Fondazione Giacomini Meo Fiorot e la CRI Comitato locale di Brescia, propongono una rilettura al femminile del conflitto, ponendo in evidenza il sacrificio di molte suore fino ad oggi ignorato. L’iniziativa è parte integrante di un progetto dell’associazione per una revisione dei libri di testo scolastici  all’insegna dell’equilibrio di genere.

Interverranno

  • Laura Castelletti, vicesindaco e assessore alla Cultura, creatività e innovazione
  • Emanuela Citati Zambelli, presidente associazione di Cultura e Ricerca “Zanardelli, coordinatrice ANDE del Progetto: “Le Donne negate”
  • Alessandro Comini, vice direttore Generale BCC Agro Bresciano
  • Fausta Luscia, vicepresidente Commissione Pari Opportunità del Comune di Brescia e Presidente ANDE

Saranno presenti rappresentanti dell’associazione Ande e componenti quattro istituti religiosi femminili di vita attiva: Suore Ancelle della Carità, Suore Orsoline di Brescia, Suore di Carità Santa Giovanna Antida Thouret, Suore di Carità delle Sante Bartolomea Capitanio e Gerosa.