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Flero, Brescia. “Nella campagna francese la guerra, senza esclusione di colpi e di ridicolo, di due bande di ragazzini di due villaggi vicini. I vincitori di imboscate, trappole e battaglie tagliano e sottraggono implacabilmente tutti i bottoni dei loro sfortunati prigionieri”.

Il regista Pietro Arrigoni porta sul palco del teatro Le Muse domenica 27 maggio alle ore 16 l’appassionato lavoro della scuola di Teatro per Ragazzi di Flero in “La guerra dei bottoni” dedicato alla messa in scena del  celebre romanzo di  Louis Pergaud.

È il conclusione del  percorso didattico e formativo di quest’anno accademico 2017/18. 21 ragazzi si sono cimentati con i personaggi del romanzo  e tre genitori  hanno deciso di partecipare mettendosi in gioco interpretando il mondo degli adulti.

Non si tratta, di un’ idea di mettere in scena  solo il lato spensierato e giocoso della loro età, ma di una descrizione viva e appassionata dell’importanza che hanno nella vita dei ragazzi ideali quali la lealtà, il coraggio, il senso dell’onore e della giustizia.

Importante il riconoscimento da parte del Consolato Francese di Milano, IL Console generale Dott. Cyrille Rogeau,  che con molto piacere ha concesso il grazioso Patrocinio all’iniziativa.

L’autore Louis Pergaud, brillante scrittore francese, nacque a Belmont nel 1882, direttore dei musei e delle Belle Arti di Parigi, morì sul campo di battaglia nel 1915, appena trentatreenne. Nel 1912 pubblicò La guerra dei bottoni, un romanzo che nella traduzione conserva tutta la fresca spregiudicatezza del testo originale.

Il “mondo piccolo” di Pergaud è tutt’altro che un mondo angelico; al contrario, i ragazzi sono diavoletti in miniatura, piccoli esseri pestiferi in un mondo balordo e fondamentalmente corrotto. Ma cio’ che li salva, li distingue, li rende superiori ai grandi, creando così uno spassosissimo capovolgimento dei valori uomo-bambino, è la loro incontaminata spontaneità, l’assoluta incapacità ad agire al di fuori dell’istintiva volontà, che regola le loro azioni quotidiane.

Il testo è scritto con un linguaggio libero e spregiudicato, limpido e sincero. Lo scrittore attribuisce al bambino una superiorità sull’adulto. La guerra dei bottoni non va mai oltre il facile verismo della parolaccia, della scatologia che nel mondo dei bambini ha, se così si può dire, un posto d’onore.

E’ necessario far notare che nella traduzione all’italiano si è voluta preferire la versione che ha trasformato i ragazzi francesi di Pergaud in piccoli lombardi con terminologie adattate al nostro linguaggio pù’ radicato.

Lo spettatore intelligente giudicherà e assolverà da sé a ragion veduta e avrà l’occasione di assistere ad uno degli spettacoli più divertenti della sua vita, seppur conducibile a temi importanti e seri come quelli del bullismo.