Tempo di lettura: 2 minuti

Gattatico (Reggio Emilia) – “Ogni paesaggio suscita due tipi di memorie” spiega l’etnologo e antropologo francese Marc Augè: una memoria collettiva inserita in uno spazio di natura o nell’ambito di persistenze monumentali; il medesimo spazio contiene e accoglie però anche un insieme infinito di singole immagini e di ricordi individuali.

“Per i viventi”, continua Augè, “queste memorie rappresentano i riflessi della presenza o del passaggio di ciascuno di coloro che avessero avuto l’opportunità di contemplare e di partecipare per qualche tempo alla vita di quel luogo.

Questi impegneranno la loro attenzione a scoprire o a ritrovare i segni di quanto vi è accaduto e vi si è insediato, abituati come sono a decifrare e interpretare le minime variazioni o l’aspetto significativo dei luoghi dai suoi simboli, dai dettagli più sottili.

Ciò che vi è accaduto quando essi vi hanno lavorato e agito, o se in quei luoghi hanno compiuto un apprendistato che li ha condotti a forgiare un’esperienza di vita fondamentale, mettiamo, come montanari, agricoltori o cacciatori-raccoglitori.

Per questo tipo di abitanti è stato possibile muoversi all’interno del medesimo luogo con la facilità di un’abitudine, dato che lì hanno vissuto tutta la loro vita; così che questa condizione di familiarità permette loro di soffermarsi a guardare quel paesaggio come quando si sfoglia un album di ricordi.

I paesaggi sono fatti culturali, poiché sempre abitati, percepiti e trasformati dall’azione e dalla presenza umana, e dunque doppiamente diversi e significativi in funzione della loro situazione geografica e delle società umane che li hanno plasmati”.

Marc Augè
Marc Augè

Non poteva che essere questo grande intellettuale ad aprire martedì 28 agosto con una lectio magistralis la decima edizione della Summer School Emilio Sereni voluta dall’istituto Cervi.

Una settimana di riflessioni che, a partire dal paesaggio, approderà alla politica che quel paesaggio può disegnare e all’oggi dove i numeri ci dicono che il consumo di suolo nel 2017 è continuato a crescere e nel 2017 le nuove coperture artificiali hanno riguardato altri 54 chilometri quadrati di territorio, ovvero, in media, circa 15 ettari al giorno.

Durante le giornate di studio, lezioni, seminari, mostre, incontri, laboratori e visite presenteranno il paesaggio come ambito dal quale osservare la qualità della politica e della democrazia.

Una sessione finale di due giornate, l’1 e il 2 settembre, si terrà a Caldarola (Macerata)a seguito dell’impegno assunto il 30 settembre 2017 dagli Organi dell’Istituto Cervi, riunitisi in seduta straordinaria con le istituzioni e le realtà associative locali, per una collaborazione concreta ad un anno dal sisma che aveva gravemente colpito la zona.

Il 1° settembre la lectio magistralis di Claudio Pettinari, Rettore dell’Università di Camerino, aprirà a Caldarola i lavori del Convegno “Ricostruzione, paesaggio e democrazia” con studiosi e amministratori che si confronteranno sulla rigenerazione paesaggistica e democratica nei territori del terremoto.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Esegui l'operazione aritmetica prima di inviare *