Valle Camonica, Brescia. Prende vita il progetto “La memoria delle pietre”, voluto dal Distretto Culturale, partecipato da 11 comuni del territorio, riporta in luce un mondo fatto di voci, storie, persone e cave da decenni dimenticate.

Un sito per raccogliere le memorie di ere geologiche lontane, di secoli andati, usi, costumi e tecniche di vecchi “picaprede. Una decina di installazioni di musica e scultura, per restituire lustro ad un patrimonio immateriale ricco di saper-fare, tradizione ed antichi mestieri. Tanti mondi sepolti sotto la polvere leggera del tempo che scorre, con un ticchettio incessante di rocce e scalpelli.In questi giorni è attivo online il sito dedicato alla vita geologica, alla storia e alle testimonianze riferite alla lavorazione della pietra in Valle Camonica. Si tratta di una tappa importante del progetto che già ha promosso il restauro di portali antichi, la posa di installazioni artistiche nei luoghi di cava e un festival di musica sperimentale.

Le pietre della Valle Camonica tornano a brillare con maggiore splendore grazie al nuovo portale dedicato al progetto La memoria delle pietre. Di facile consultazione, il sito www.lamemoriadellepietre.it mette in risalto antiche cave e luoghi di lavorazione riscoperti con installazioni permanenti di arte contemporanea, il patrimonio immateriale testimoniato dalle voci della memoria del territorio, le storie e i documenti d’archivio emersi grazie all’accurato lavoro di una meticolosa squadra di ricerca. Non solo materiale di consultazione, ma anche documenti di approfondimento e molti spunti per semplici itinerari a piedi lungo il territorio camuno, in un momento in cui cresce la richiesta di un turismo dolce e di prossimità.

La realizzazione del sito è una tappa importante del progetto, che restituisce luoghi, documenti, racconti, testimonianze orali di un mondo sotterraneo e spesso dimenticato, ma di grande importanza per l’artigianato e l’arte del territorio: con le pietre della Valle Camonica il marmo bianco, la pietra simona, l‘occhialino, il nero venato, la tonalite/diorite e il porfido, queste le principali pietre trattate dal progetto – si sono realizzati nei secoli portali, altari, monumenti, edifici di ogni tipo non solo in Valle Camonica, ma in tutto il mondo.

Nel sito vengono inoltre documentate le installazioni artistiche e sonore posate nei pressi di alcuni siti di cava dalla scultrice Milena Berta e dal musicista Alessandro Pedretti, direttori artistici del progetto, questa sezione è attualmente completa quanto alle opere già inaugurate presso Braone, Cerveno, Cevo, Lozio, Vezza d’Oglio e Vione. Ma il progetto non si ferma e quest’anno le opere verranno installate nei comuni di Angolo e di Ono S. Pietro legati dalla presenza della stessa pietra: l’occhiadino (o occhialino). I lavori artistici si concluderanno poi nel corso del 2021, quando con microfono e scalpello si andranno a toccare i territori di Darfo, Bienno e Capo di Ponte.Le installazioni artistiche vengono illustrate e segnalate grazie a bacheche informative poste nei Comuni interessati, insieme a segnavia che conducono alla visita dei luoghi di cava: questi supporti utili a una fruizione consapevole del patrimonio estrattivo, e pensati insieme a una brochure informativa, verranno posizionati nelle prossime settimane.

Una sezione del sito è inoltre dedicata al Festival di musica sperimentale S/TONES che nell’autunno 2019 ha colorato di performance musicali alcuni siti d’interesse legati alle attività d’estrazione e lavorazione delle pietre di Valle Camonica. Il Festival tornerà nel 2021 con importanti eventi che segneranno la conclusione del progetto.