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Coltivata nell’orto o sul balcone, è aromatica, stimolante, diuretica. Dona ai piatti una nota fresca e frizzante. La tradizione popolare le attribuisce proprietà afrodisiache. I
n realtà grazie al suo aroma, dovuto ad alcuni oli essenziali, la menta ha un effetto tonificante che risveglia i sensi e attenua la stanchezza.”

La menta appartiene alla famiglia delle labiate.
Il genere Mentha comprende 25 specie di perennanti aromatiche. È una pianta molto diffusa e conosciuta: è distribuita in Europa, in Africa e in Asia.

Il terreno adatto alla sua coltivazione deve essere fresco o umido, in pieno sole o in ombra parziale o a chiazze.
A secondo della specie sono necessarie condizioni climatiche umide e ombreggiate (Menta Pulegium), condizioni di aridità (Menta Longifoglia), la Menta Aquatica è adatta per crescere in giardini paludosi o vicino ai margini degli stagni.

Si riproduce con facilità per divisione in primavera o in autunno e per talee in primavera o in estate. È provvista di un fusto sotterraneo ramificato dal quale si dipartono le appendici da cui si sviluppano radici e rami.
I fusti sono alti circa 50-60 cm, eretti, ramificati e di colore viola o verde. Le foglie sono opposte, ellittiche e seghettate. I fiori sono raggruppati su brevi spighe e possono essere bianchi o roseo-violacei. Cresce in pianura ma la si può trovare anche fino a 700 m d’altezza ma deve essere coltivata al riparo dal vento e con media esposizione solare.

Raccolta e conservazione
Le foglie vengono raccolte a Giugno, prima della fioritura, mentre le sommità fiorite in Luglio-Agosto. Si raccomanda di raccogliere in mattinata o nel tardo pomeriggio ma mai in una giornata piovosa. Sia le foglie che le estremità fiorite vengono essiccate disponendole all’ombra, su dei graticci.
Il prodotto va stagionato per circa un mese e conservato al riparo dalla luce e dal calore per limitare la perdita di olio essenziale per evaporazione.
La conservazione non deve mai superare l’anno. Si conservano in recipienti di vetro.

Uso in cucina
L’uso della menta è molto diffuso in India, Medio Oriente ed in Nord Africa; è comune anche in Spagna ed in Italia mentre in Francia viene considerato un aroma un po’ rozzo. Ottima con l’agnello, la menta si abbina a tutte le carni con sapore deciso come anatra e montone. Il suo è un aroma prettamente estivo sposandosi bene alle verdure estive: pomodori, cetrioli, patate novelle, melanzane e zucchini. È anche un’ottima aggiunta alle preparazioni a base di frutta con lamponi, fragole ed altre bacche. Essiccata ben si presta per tisane e thè.

  • Altre proprietà

Storia, miti e leggende 
Narra la leggenda mitologica greca che la ninfa Minta, amata dal dio Plutone, venne trasformata in vegetale dall’adirata Proserpina in collera per il tradimento dello sposo. E cosi nacque la profumatissima menta.
Ovidio nelle sua leggenda racconta che Minta, figlia del fiume infernale Cocito e amata da Plutone fu trasformata in vegetale dalla gelosissima Proserpina. Questa pianta ha sempre avuto il favore di chi si è occupato di erbe: l’Antico Testamento ci tramanda che questa veniva usata per profumare le mense ed elevare lo spirito; il ‘papiro di Ebers’ la annovera tra le erbe più preziose, era sacra ad Iside ed al dio della medicina Thot. Nei secoli la menta continuò ad essere oggetto di grande consumo tanto è vero che Carlo Magno emise feroci editti per contenerne lo spreco e proteggerne la specie. La ritroviamo nell’antica medicina indiana e cinese ed è anche menzionata in un papiro di Ebers del 1550 a.C. Ippocrate le attribuiva proprietà diuretiche e stomachiche; Dioscoride, Galeno, Plinio, Ovidio e Celso la usavano in terapia. Carlo Magno, nel suo Capitulare, ne rese addirittura obbligatoria la coltura.

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