Brescia – Una capillare presenza radicata nel territorio. Anche, ad esempio, in quello istituzionalmente afferente la cittadina di Travagliato e le località contigue di Torbole Casaglia e di Berlingo. Dalla sede di riferimento della locale stazione dei Carabinieri, situata nel maggiore, fra di essi, centro abitato, ne è pure geograficamente scaturita una gemmazione periferica del sodalizio della Benemerita, presieduto, al suo terzo mandato, da Pintore Bachisio, che, in relazione al 2016, per questa laboriosa e numerosa espressione dell’Associazione Nazionale Carabinieri in Congedo (ANC), è contraddistinto dalla ricorrenza del proprio trentacinquesimo anniversario di fondazione, all’origine d’una perdurante forma d’aggregazione, in questo caso dedicata alla memoria del vice brigadiere Antonio Fratucello, che è attiva anche in questi tre Comuni bresciani nei quali, nel frattempo, è sorto, in ciascuno di essi, un monumento al carabiniere.

Su questa realtà, come nella diversificata complessità del Belpaese, pare dispiegarsi, in tale orbita caratteristica, un ideale itinerario nell’arte, fra autori diversi, secondo altrettante argomentate rielaborazioni di opere pittoriche originali che sono valorizzate da un mirato e da allusivo contesto pervaso dalla figura dei Carabinieri.

Sfogliandone l’edizione, licenziata dall’Ente Editoriale per l’Arma dei Carabinieri, l’inflessione artistica di una omogenea ispirazione è rappresentata dall’armonia espressiva di una tematica risoluzione.

Nel solco di un’affermata tradizione, la consueta dimensione illustrata del calendario ne proporziona, entro una cordicella bicolorata, la puntuale realizzazione effettuata con carta “Fidelia” delle Cartiere Miliani di Fabriano, a conferma di un’iniziativa divulgativa che è metodicamente ritmata dal periodare del tempo, secondo la tipica stregua di una pubblicazione ricorrente.

Calendario_Carabinieri2016

Il metro di misura è l’annualità intercorrente, considerata nella sintesi mensile dei giorni, attraverso quella sistematicità incombente che delinea, nella dozzina dei mesi, l’intero arco dell’anno a cui si coniuga il presente, fino ad un inesorabile avvicendamento conseguente, nel modo in cui è stata, fra l’altro, osservata, per la messa a punto di un particolare calendario, dall’art director Silvia di Paolo e dai coordinatori dell’iniziativa, nelle persone del generale Maurizio Stefanizzi e dei colonnelli Aldo Iacobelli e Davide Angrisani, sotto la supervisione del generale Ilio Ciceri, Capo di Stato Maggiore del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri.

In questo modo, appare focalizzato un determinato spettro d’azione, rispetto ad un piano esplicativo di confacente elaborazione, insieme ad una correlata suddivisione, in questo caso, aderente alle varie mensilità che, di un calendario, ne estrinsecano la suddivisione pertinente, parcellizzata in giornate, a loro volta infisse nello sfondo di una rispettiva stagione ed alle fasi di una luna evanescente.

Tale prerogativa temporale risulta fattibile di una specifica valorizzazione sostanziale per quella veste grafica che, nel caso del 2016, l’Arma dei Carabinieri ha affidato all’interpretazione di una interessante interazione con l’arte, per una speculare versione sostanziale del proprio calendario, ormai apprezzato retaggio di un vettore significativo di una concomitante valenza culturale.

Scrive, tra le pagine d’esordio della pubblicazione, il generale di Corpo d’Armata, Tullio Del Sette, fra altre considerazioni che sono introduttive delle intense cromie artistiche sviluppate nel calendario, in linea con l’intento che ne ha sotteso l’edizione: “L’attenzione dei Carabinieri alle arti e, tra esse, a quella figurativa, è in qualche modo un’inclinazione ancestrale dell’Arma, ricambiata da innumerevoli artisti che, con le loro opere, hanno onorato l’immagine del Carabiniere e i valori che esso rappresenta. E’ un rapporto suggellato dai successi colti dal comparto di specialità per la tutela del patrimonio culturale, attivo da oltre nove lustri. E perciò, nell’anno in cui la nostra Bandiera è stata decorata ai Benemeriti della Cultura e dell’Arte, in cui nuove iniziative proiettano sempre di più questa nicchia d’eccellenza a difesa della civiltà italiana in un contesto internazionale, lo stesso anno in cui si è celebrato il centenario del primo conflitto mondiale e il settantennale della Liberazione, abbiamo pensato, con il Calendario Storico del 2016, di rendere omaggio all’Arma rivisitando alcuni capolavori di sommi rappresentanti della pittura italiana ed europea che hanno preceduto, accompagnato ed immediatamente seguito il periodo delle immani tragedie delle due guerre mondiali, in un percorso immaginario lungo gli oltre duecento anni di storia dell’Arma”.

Giovanni Boldini (1842 – 1931), Amedeo Modigliani (1884 – 1920), Henri De Toulouse-Lautrec (1864 – 1901), Vincent Van Gogh (1853 – 1890), Henri Rousseau (1844 – 1910), Georges Seurat (1859 – 1891), Claude Monet (1840 – 1926), Giorgio De Chirico (1888 – 1978), Salvator Dalì (1904 – 1989), Umbero Boccioni (1882 – 1916), Giacomo Balla (1871 – 1958), Mario Guido Dal Monte (1906 – 1990), Carlo Carrà (1881 – 1966) e Renè Magritte (1898 – 1967) sono i quattordici esponenti dell’arte visiva che, per il tramite della rispettiva scelta su ciascuno a favore di uno fra i loro dipinti, caratterizzano diffusamente gli spazi contestuali ai contenuti della pubblicazione dove, per il 2016, è sviluppata l’evoluzione bisestile dell’anno, unitamente a certi motivi d’approfondimento che, verso l’Arma dei Carabinieri, offrono un’opportunità di riflessione.

Arma_CarabinieriFra questi motivi, anche le informazioni contenute nella pagina dedicata alle “Ricompense concesse all’Arma dei Carabinieri dal 1814 al 2015”, specificate fra quelle alla “bandiera” e quelle, invece, “individuali”, nell’onorifico metallo aureo, argenteo e bronzeo dell’onorificenza, in ordine ad una rispettiva attinenza di assegnazione che, in certi casi, è pure relativa alle “Croci di Guerra” ed alle “Croci di Cavaliere di Malta”, in riferimento ad un diverso genere di meritoria attribuzione, ma tutte riferite a quel ruolo cardine che si profila anche fra le parole usate dal giornalista Ferruccio De Bortoli nel suo contributo, impresso, fra le pagine del calendario, secondo una ideale caratterizzazione: “La sicurezza è il più prezioso dei beni indivisibili. Grazie all’Arma dei Carabinieri è storia condivisa e parte insostituibile dell’identità nazionale. Esprime fiducia. Riflette l’immagine migliore dell’Italia che c’è e funziona. Questo calendario è un grande classico. Lo troviamo un po’ dovunque. Appeso con orgoglio in uffici pubblici e luoghi privati (…)”.

Il calendario che si presenta con un’immagine artistica di copertina, intitolata “Omaggio a Giacomo Balla”, mentre nelle due pagine centrali, sistemate ad inserto, stempera i colori solari della rivisitazione dell’opera “I papaveri” di Claude Monet, si avvale anche di un qualificato pronunciamento del critico d’arte Philippe Louis Daverio, che, fra l’altro, nell’accompagnare la presentazione posta in capo alle varie opere riprodotte, spiega che “L’edizione del 2016 è assai particolare: ha deciso di dialogare con il mondo dell’arte. D’altronde non si tratta di un esperimento fuori norma, in quanto sin dal 1969 esiste il Comando Carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale che ha svolto attività fondamentale nella difesa del nostro vastissimo patrimonio artistico, recuperando opere trafugate, fermando il commercio illegale delle antichità, ritrovando le refurtive dei dipinti e di mobili, di gioielli e di oggetti preziosi, di documenti e di libri rari. La pittura e l’Arma dialogano da lungo tempo. Così è nata l’idea d’inventare un percorso attraverso e nell’arte moderna inserendo, in alcuni dipinti classici e noti ai più, una serie di piccole e parziali trasformazioni surreali: i Carabinieri entrano nel dipinto. Ne è sorta una narrazione, ironica e bonaria appunto, che vede le uniformi note a tutti gli italiani passeggiare fra i capolavori dell’immaginario, anzi nei capolavori. Certo, quello di quest’anno è innegabilmente un calendario atipico, ma cela solo apparentemente il suo desiderio didattico. Vi è nelle sue pagine un intento ben preciso, quello di trasmettere il messaggio d’una sensibilità per il mondo delle arti che dell’Italia è un fondamento imprescindibile”.