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Una sfilata di capi d’abbigliamento realizzati a partire da abiti usati: modelli d’eccezione, ragazzi disabili, persone impegnate in un programma terapeutico, educatori e dipendenti della cooperativa romagnola la Fraternità, mente del progetto, a fianco di studenti e studentesse universitari.

‘Re-fashion, moda etica’ è andata in scena sabato 11 luglio  a Ozzano nell’Emilia, alle porte di Bologna, in occasione della Notte Bianca.

Frutto della collaborazione fra la cooperativa, la Comunità Papa Giovanni XXIII e l’Accademia di Belle Arti, la serata ha visto in passerella 22 fra utenti e dipendenti della Fraternità e 23 studenti.

Stilisti, 22 studenti dell’Accademia: la sfilata, per loro, è l’anticamera dell’esame di fine corso in Cultura tessile, tecniche e tecnologie della decorazione e tecniche dei materiali.

“In arte il concetto di rifiuto non esiste, nel senso che ogni materiale per un’artista è degno di essere utilizzato. Se sappiamo cogliere le qualità di ogni materia, di sicuro sapremo utilizzare al meglio quel materiale. Così facendo, il concetto di scarto e di rifiuto scompaiono”, spiega Giovanna Romualdi, docente dell’Accademia.

“Nella sfilata sono rappresentati i più diversi spaccati di società. Tutto il progetto rivisita la condizione del doppio, la necessità di relazione con l’altro, diverso da sé – sottolinea Laura Giovannardi, coordinatrice della serata per la cooperativa. L’esperienza è stata formativa per tutti, una bellissima occasione che ha messo in contatto due mondi che forse, altrimenti, non si sarebbero mai incrociati”.

Tra i ragazzi disabili, italiani e stranieri: “Anche tra gli studenti ci sono giovani stranieri: vengono dalla Cina, dal Sudamerica. Tutto il mondo in passerella”.

Per i ragazzi ospiti della Fraternità, ‘Re-fashion’ è stata anche l’occasione di celebrare la Terza giornata del rispetto: la prima (il 19 giugno) è stata dedicata al rispetto della diversità; la seconda (il 27 giugno) a quello per la vita; quest’ultima ha approfondito il rispetto per l’ambiente. Esplicito, in tal senso, lo slogan degli eventi: “Il rispetto sta bene su tutto, usiamolo!”.

Come spiegano gli organizzatori, “le giornate del rispetto abbracciano il vasto tema del vivere sostenibile, della lotta per un cibo buono, pulito, giusto e per tutti, di un consumo critico, partendo dal rispetto della vita e dell’uomo, nella sua diversità vista come valore aggiunto e non come limite”.

Per questo, hanno partecipato alla serata anche 12 giovani autori di progetti di intervento ambientale negli spazi della cooperativa a partire da materiale di recupero: l’esposizione va sotto il nome di ‘Restarter’, “perché quando l’ecologia umana è rispettata, anche l’ecologia ambientale ne trae beneficio”.

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Redattore Sociale
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