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Al Museo Civico d’Arte di Modena è in mostra al pubblico “Incubi e sogni di provincia. Giorgio Preti e le arti tra Modena e Reggio Emilia negli anni del miracolo economico”.

La recente donazione ai Musei Civici di Modena dell’intero studio dell’artista Giorgio Preti (1940-1961) composto dagli arredi originali, dipinti, disegni, libri e riviste, costituisce l’occasione per rileggere gli anni Cinquanta-primi Sessanta e con essi i diversi fenomeni culturali e storici indici di una stagione segnata da forti cambiamenti e dalla nascita di una nuova identità giovanile.

Attraverso più di 150 opere fra dipinti, disegni, progetti e oggetti di design, ma anche dalla ricostruzione dello studio dell’artista, di un ambiente con arredi del periodo e grazie a supporti audio-video, il percorso espositivo diventa un viaggio tra gli “incubi” e i “sogni” degli anni del miracolo economico.

Una delle opere in mostraA restituire l’immagine dell’uomo di metà Novecento spetta principalmente alle arti visive appartenenti all’ultima stagione Informale, immediatamente prima dell’affermazione della Pop Art e delle neoavanguardie, fino al ritorno di una “nuova figurazione”.

Da Preti a Pompilio Mandelli, da Luigi Spazzapan a Virgilio Guidi e Marco Gerra, solo per citare alcuni degli artisti presenti, ad emergere è un sistema di influenze e suggestioni che si muove dall’ambiente modenese a quello reggiano, bolognese e nazionale.

Oltre la pittura, la nuova fotografia è testimoniata dagli scatti di Franco Vaccari, Nino Migliori e Cesare Leonardi, architetto e designer, la musica si esprime nelle dirompenti forme delle chitarre elettriche create dall’artista Wandrè, la nascente società dei consumi si impone con la prima icona pubblicitaria televisiva italiana: l’omino coi baffi del Carosello Bialetti disegnata da Paul Campani. I numerosi contributi critici in catalogo, ricco di 200 pagine, affrontano gli intrecci culturali del periodo fra arte, cinema, letteratura, costume e società.

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