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Brescia. Venerdì 3 giugno a Brescia è stata inaugurata “La Grande Guerra e oltre”, una mostra particolare in un luogo particolare: il bunker di via Odorici a Brescia. Il rifugio antiaereo realizzato nel 1944 e poi ricoperto con una montagnola di terra, dove ora è l’attuale parchetto urbano di via Odorici. Una straordinaria testimonianza di edilizia militare, ma è anche un ambiente carico di potente forza evocativa.

Un lavoro che ha coinvolto gli studenti e alunni di alcuni istituti della città, dove il tema della guerra è stato sviscerato in una visione più ampia, nato per valorizzare la presenza nel quartiere di un rifugio antiaereo, della seconda guerra mondiale, con questa mostra si candida ad essere sede di attività culturali.bunker 2

Laboratori didattici pensati e realizzati dagli studenti del quinto anno del Liceo Artistico Olivieri e dagli allievi dei corsi di didattica delle Accademie di Belle Arti Santa Giulia e Laba. Trasferiti e  realizzati poi nelle due scuole pubbliche, primaria e secondaria, presenti nel quartiere. Laboratori in cui la riflessione sulla guerra è “solo” un pretesto per sviluppare un discorso più ampio e su più livelli sui conflitti ancora in corso, su quelli mai sopiti e sulle dinamiche da questi prodotte.

Il bunker antiaereo, tornato ora a respirare una nuova vita, è stato per la generazione della guerra il contenitore del terrore, di stenti, di dolore della gente che rifugiava nel bunker la speranza di sopravvivere ai bombardamenti. La tragedia delle guerre. Un tormento che gli alunni e studenti hanno saputo interpretare con l’arte.bunker 3

Installazione realizzata nel bunker è nato grazie alla collaborazione tra assessorato alla Cultura del Comune di Brescia, Consiglio di Quartiere Centro Storico Nord, Istituto Comprensivo C3 Centro (scuola primaria Calini e scuola secondaria Mompiani), Accademia di Belle Arti Santa Giulia, Laba – Libera Accademia Belle Arti e Liceo Artistico “Olivieri”.

Valorizzare quello spazio, farne rivivere la storia e le storie, incrociarlo con nuove riflessioni, quelle degli attuali abitanti del quartiere e dei bambini che giocano nel parco soprastante, sono gli elementi sui quali è stato sviluppato il progetto.bunker 4

Si legge nel progetto steso dai docenti: “partendo dalla suggestione del lavoro di alcuni artisti contemporanei che hanno dedicato molta attenzione al tema della guerra e alla memoria degli accadimenti storici, il workshop si propone di far riflettere gli studenti sulla condizione di vivere la guerra non sul campo di battaglia, ma in area urbana in attesa e in balia degli eventi del fronte. Ossia di immaginare, identificandosi, la situazione emotiva di anziani, donne e bambini costretti a correre al riparo nei bunker della città a ogni avviso di bombardamento, e di visualizzare le persone stipate nei corridoi e accumunate dalla paura, il terrore, lo sconcerto.”

La mostra è aperta al pubblico: sabato 11 e domenica 12 dalle 17 alle 19, lunedì 13 e giovedì 16 dalle 20,30 alle 22. Sabato 18 giugno dalle 17 alle 21,30 e tutti i giorni sino al 13 luglio previa prenotazione al 030.2977814.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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