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 Il suo vero nome è Barbara Millicent Roberts, ma per tutti è solo Barbie. Barbie è molto più di una semplice bambola. È un’icona globale, che in 56 anni di vita è riuscita ad abbattere ogni frontiera linguistica, culturale, sociale, antropologica.

Per questo motivo la sua figura attrae sempre più l’attenzione come fenomeno culturale e sociologico tanto da dedicarle mostre come Barbie. The Icon che, appena conclusasi al MUDEC – Museo delle Culture di Milano, arriva a Roma al Complesso del Vittoriano – Ala Brasinifino al 30 ottobre.

Barbie. The Icon racconta l’incredibile vita di questa bambola che si è fatta interprete delle trasformazioni estetiche e culturali della società lungo oltre mezzo secolo di storia, ma – a differenza di altri miti della contemporaneità che sono rimasti stritolati dal passare del tempo – ha avuto il privilegio di resistere allo scorrere degli anni e attraversare epoche e terre lontane, rappresentando oltre 50 diverse nazionalità, e rafforzando così la sua identità di specchio dell’immaginario globale.

Dal giorno in cui ha debuttato al New York International Toy Fair, esattamente il 9 marzo 1959, Barbie ha intrapreso mille diverse professioni. È andata sulla luna, è diventata ambasciatrice Unicef e ha indossato un miliardo di abiti per 980 milioni di metri di stoffa. Soprattutto Barbie è cambiata con lo scorrere del tempo, non solo delle mode o della moda, e si è trasformata per essere sempre al passo con il mondo. Ed è diventata una vera e propria icona.

Il percorso espositivo è studiato per offrire diversi livelli di lettura: alle informazioni di approfondimento storico e culturale per il pubblico adulto, si affiancano postazioni pensate per i bambini che, attraverso una serie di attività coinvolgenti, potranno approfondire la storia di Barbie.

IL PERCORSO DELLA MOSTRA

La mostra, articolata in cinque sezioni, è preceduta da una sala introduttiva, Semplicemente Barbie, dove si trovano otto pezzi iconici e rappresentativi per ogni decade, dal 1959 al 2016 (dalla prima Teenage Fashion Model Doll ai nuovissimo modelli della serie Barbie Fashionista), oltre alle curiosità, ai numeri e al making of per sapere subito “chi è Barbie”.

La prima sezione della mostra, Da Teenage Fashion Model Doll a Fashionista. Una bambola di moda, è dedicata a un aspetto centrale della vita di Barbie, la moda. Barbie è infatti prima di tutto un’icona di stile e questo viene dichiarato fin dalla sua apparizione nel 1959 come Teenage Fashion Model Doll e, un anno dopo, come Fashion Editor (1960).

Il suo grande successo è da subito legato alla possibilità di comprare separatamente i diversi outfits creati ogni anno per il suo guardaroba, lasciando alle bambine la libertà di creare nuovi look e stili infiniti.

Fin dal 1959 alcune creazioni sfoggiate da Barbie sono talmente in linea con le nuove tendenze estetiche internazionali che rappresentano un vero campionario in miniatura dell’evoluzione della moda e dello stile. In questa sezione, che si apre con una dettagliata timeline che illustra la storia di Barbie in relazione alle trasformazioni culturali della società occidentale nella seconda metà del XX secolo, sono raccolte anche le creazioni dei più grandi stilisti del mondo che hanno disegnato modelli dedicati per a Barbie: da Moschino a Ferrè, da Versace a Dior, da Gucci a Calvin Klein, da Vivienne Westwood a Prada, Givency, fino a The Blonds e Louboutin.

Barbie è nata come modella ma in 56 anni di vita ha intrapreso oltre 150 professioni all’insegna di quello è stato da sempre il suo motto: You Can Be Anything.

La seconda sezione, I Can Be. Barbie Careers, mostra la filosofia di Barbie attraverso le innumerevoli carriere internazionali intraprese, modello aspirazionale per generazioni di ragazze che hanno potuto sognare, scoprire ed esplorare un mondo dove tutto è possibile.

La terza sezione, intitolata Barbie Family, presenta non solo la famiglia e gli amici di Barbie, ma anche il suo life style, attraverso case, macchine, aerei e accessori vari. La grande famiglia di Barbie comprende alcune sorelle e un fratello, amici, il fidanzato Ken e animali.

Presentati i famigliari di Barbie, un video introduce il visitatore alle diverse abitazioni di Barbie, partendo dal 1962 per arrivare ai giorni nostri. Il percorso propone inoltre la ricostruzione della casa di Barbie, dove i piccoli visitatori possono entrare, conoscere e muoversi negli ambienti in cui lei vive e sentirsi parte della sua vita quotidiana oltre che scattare delle foto ricordo.

La quarta sezione della mostra, Barbie in viaggio. Dolls of the World, rende onore a uno degli aspetti più originali e moderni della storia di Barbie: la ricerca, avviata fin dal 1964, di un legame tra le diverse culture, una varietà multietnica intesa come valore contemporaneo imprescindibile.

In questa sezione si trovano Barbie Dolls vestite con i costumi tradizionali di diversi paesi del mondo e i modelli prodotti per celebrare importanti momenti della storia contemporanea, come la fine della Guerra Fredda tra Stati Uniti e Unione Sovietica o la cauta del Muro di Berlino. In questa sezione i bambini possono divertirsi ad associare le diverse etnie delle Barbie esposte al loro contesto geografico e culturale attraverso una postazione che,con voci provenienti da diversi paesi abbinate a motivi musicali tradizionali, danno indicazioni per identificare il luogo suggerito e individuare la Barbie di riferimento.

La quinta e ultima sezione, Barbie Divas, racconta come nel tempo Barbie si sia identificata e confrontata con molte delle eroine dei suoi tempi.

Grande spazio sarà dato alle grandi dive del cinema degli anni cinquanta e sessanta che hanno contribuito a trasformare Roma nella Hollywood sul Tevere, da Elizabeth Taylor a Audrey Hepburn. Oltre ad essersi identificata con le dive della contemporaneità, Barbie si è però trasformata anche in alcune delle leggendarie figure della storia, quelle donne e regine che, grazie alla loro personalità, sono state vere e autentiche icone culturali: Cleopatra, Elisabetta I, Caterina de’ Medici, Madame Pompadour.

A fine percorso i visitatori trovano una casella di posta dove i bambini possono lasciare a Barbie lettere, suggerimenti o disegni.

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Stile Arte
Stile arte viene fondato, a Brescia, nel 1995 da una giovanissima équipe di storici dell’arte e giornalisti culturali, guidati da Maurizio Bernardelli Curuz. Il gruppo si autofinanzia e, nel volgere di meno di un anno, grazie a una nuova modalità di affrontare l’arte, rifiutandone i luoghi comuni, si sviluppa un periodico di grande valore e di indiscussa autorevolezza.

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